Erano in tantissimi, oggi al campo sportivo di Bellinzago, per dare l’ultimo saluto a Leonardo Balzaretti il dodicenne giocatore del Bulè Bellinzago morto nell’incidente stradale di domenica scorsa sull’autostrada Torino-Milano..

La celebrazione, come da desiderio espresso dalla famiglia, si è tenuta allo stadio. E anche dalla vicina Galliate, dove i Balzaretti risiedono, sono arrivati gli amici e conoscenti più cari. «Il più bel sole avrà la tua luce e il vento forte sarà la tua voce; griderà il tuo nome con un sussurro quel prato verde ora è il cielo azzurro». Un lungo striscione, appeso fronte tribuna, ha accumunato il pensiero di tutti i presenti.

«Adesso ti divertirai giocando a calcio nell’alto dei cieli – ha detto durante la benedizione il parroco di Bellinzago don Pierangelo Cerutti – e proteggi da lassù quanti sono oggi qui a dimostrarti infinito affetto». Parenti e amici, compagni di gioco e di classe, tutti uniti in un abbraccio a papà Stefano e mamma Bow. Poi i rappresentanti istituzionali, i sindaci di Bellinzago e Galliate Fabio Sponghini e Claudiano Di Caprio, sportivi arrivati da dentro e fuori provincia. A bordo campo la bara bianca. Sopra la maglia del Bulè insieme a quella del Milan. Leo era un tifo sfegatato dei rossoneri che quest’anno gli avevano regalato la grande gioia dello scudetto. Quello che sperava anche lui di poter festeggiare da grande calciatore, applaudito come oggi da tutta quella gente. Tra brividi di commozione, in un caldo asfissiante, e lacrime tenute a stento a bada dietro gli occhiali da sole.

Gli occhi di Leo, invece, vedono ancora. Le sue cornee sono state donate per volontà dei genitori. Tanti fiori e palloncini a forma di cuore, poi lasciati liberi di volare in cielo. Adesso giocherà a pallone con quelli Leo, con indosso la maglia numero 6 che ha portato con sé. Già, il pallone, un chiodo fisso. Come a scuola, quando nell’intervallo succedeva che in mancanza d’altro ne ricavasse uno coi fogli di carta. Tante le società sportive che hanno voluto manifestare il proprio cordoglio, giunte al campo con i rispettivi atleti in divisa da gioco. I saluti di tutti, in un’interminabile sequenza di affettuosi messaggi. «Ho perso da pochi giorni la mia mamma – ha detto il presidente del Bulè Luigi Blasi – e come ultimo desiderio le ho chiesto di farti da nonna. Sono sicuro che vi divertirete ancora tanto insieme. Ciao Leo».   

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