Messa crismale, il ricordo di chi è mancato e lo sguardo al futuro

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 «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». E’ a partire da questo passaggio del vangelo di Luca che il vescovo Franco Giulio ha proposto una riflessione sul tempo che stiamo attraversando celebrata questa mattina in cattedrale, dopo il rinvio dello scorso Giovedì Santo per il lockdown.

Nella messa in cui i sacerdoti sono chiamati a rinnovare le proprie promesse, Brambilla ha offerto una meditazione sui cambiamenti necessari della pastorale e sui fondamenti stessi del ministero sacerdotale, partendo dal ricordo – commosso – delle tante persone mancate durante gli ultimi tre mesi, insieme a quello dei sacerdoti scomparsi nell’ultimo anno fatto dal vicario generale don Fausto Cossalter.

L’evangelista Luca – ha sottolineato  il vescovo, richiamando la sua lettera per la ripresa delle messe con i fedeli della scorsa settimana  – «ci dice che non solo giunge a pienezza l’anno di grazia del Signore, ma Gesù lo annuncia nell’oggi della sua presenza in mezzo a noi. La sua venuta è il tempo della pienezza! Mi domando che cosa questo possa significare per noi oggi. Come possiamo interpretare lo slogan “niente sarà più come prima” non in modo mitologico, ma come il dono di un tempo nuovo? Saremo migliori se avremo imparato qualcosa da questi tre mesi di astinenza dalla celebrazione comunitaria della Messa e dalla partecipazione alla vita ecclesiale e sociale».

Qui il testo integrale dell’Omelia del vescovo.

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