Le relazioni in parrocchia al tempo dei social, una ricerca dell’università cattolica

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Siamo sempre più connessi o invece sempre più soli? L’utilizzo sempre più frequente dei personal media finisce per incidere anche sulle relazioni che viviamo? È ancora possibile parlare di “comunità” al tempo del digitale?

L’Università Cattolica ha avviato una ricerca che desidera affrontare questi interrogativi in riferimento alle realtà ecclesiali italiane, chiamate in questi decenni a ripensare il significato della loro capillare presenza sull’intero territorio nazionale.

Il gruppo di lavoro interdisciplinare è formato da sociologi, psicologi, organizzativi e pedagogisti; in queste settimane circa 3000 parroci hanno ricevuto un questionario che intende indagare i legami sociali e la loro generatività, con particolare riferimento alle esperienze pastorali; mettere a punto una metodologia di intervento che trovi nelle tecnologie digitali una leva decisiva nel lavoro di (ri)allestimento delle reti sociali afferenti alle comunità ecclesiali; formare figure in grado di creare/rilanciare/potenziare contesti comunitari a livello ecclesiale sotto il profilo sociale, organizzativo, digitale; sviluppare strumenti, dispositivi e strategie di intervento che, grazie alle tecnologie digitali, supportino e promuovano le relazioni interpersonali.
 Il progetto è finanziato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore in quanto “Progetto di rilevante interesse per l’Ateneo”.

Il gruppo di ricerca è diretto da Lucia Boccacin, docente di Sociologia delle comunità dell’Università Cattolica: “Oggi l’innovazione relazionale – spiega Boccacin – si coniuga con la presenza dei media digitali nel mondo della vita quotidiana delle persone, delle famiglie, delle generazioni, delle organizzazioni prosociali e delle istituzioni. Moltissime analisi hanno chiarito il ruolo degenerativo di tali dispositivi nelle relazioni interpersonali, ma, in questo progetto di ricerca, si intende focalizzarne la valenza connettiva e inclusiva in grado di concorrere all’empowerment di relazioni durevoli e al perseguimento del benessere dei singoli, delle famiglie, delle loro comunità di riferimento”.

Don Marco Rondonotti 

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