Diritti negati: mostra e conferenza a Varallo

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Uno sguardo sulla Palestina e sui territori occupati da Israele. Questo il fulcro di una mostra fotografica inaugurata sabato e intitolata “Frammenti di Palestina”, organizzata e impaginata da Loris Ernesto Terrafino.

Terrafino nella scorsa primavera, con Jerusalem Varallo, ha fatto un viaggio nei territori palestinesi occupati, grazie all’Associazione Pax Christi  trascorrendo dieci giorni a contatto con chi vive nei campi e «dorm- endo – ha detto Terrafino nelle tende, tra il lancio di lacrimogeni e i controlli ai chekpoint, in quella che per molti è quotidianità, ma per noi risulta perfino al limite della credibilità». Si tratta di 45 “Frammenti” che raccontano le emozioni di una realtà drammatica, partendo dal Campo di Haida, sorto nel 1950, dove vivono 5800 persone con dieci bagni, circondate da sei torrette militari, sorvegliate dalle onnipresenti telecamere, isolate da un muro di separazione. Tra le foto ci sono anche quelle di Deisheh, dei campi di Nablus e di altri.

La mostra sarà aperta fino giovedì 5 dicembre.

Nel corso dello stesso incontro per la presentazione della mostra fotografica, si è parlato anche di diritti negati su un altro fronte, quello del sud american. A introdurre discutere e far riflette su questo tema è stato Fratel Carlo Zacquini, missionario della Consolata in Brasile, in un Brasile, «entrato negli ingranaggi perversi di una crescita economica insensata, che sta calpestando l’ambiente e l’esistenza, e la stessa sopravvivenza dei suoi popoli indigeni. Perché – si chiede giustamente fratel Zacquini -, quando si pensa al “progresso”, non si pensa quasi mai alle terre dei latifondisti, sovente incolte, ma sempre e soltanto a quelle indigene?». Fratel Carlo è in Italia perché ha partecipato ai lavori del Sinodo Speciale per l’Amazzonia, che si è svolto tra il 5 e il 27 ottobre, ha sottolineato come Papa Francesco sia stato presente a tutte le sessioni.

Al termine dell’incontro Don Roberto Collarini, Prevosto di Varallo, che per dieci anni è stato missionario in Ciad ed è appena tornato da un pellegrinaggio in Terrasanta, ha invitato tutti a farsi corresponsabili di quanto avviene in quei paesi dove da oltre settant’anni non c’è pace: “Le armi vengono per la maggior parte dall’Italia: per guadagnare si costruiscono armi e vengono vendute. Dobbiamo insieme riflettere, ricordando che il sonno della ragione genera mostri: ogni giorno nei nostri cuori nascono piccoli muri”.

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