Cerano in festa per l’ingresso del nuovo parroco, don Egidio Borella

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Comunità di Cerano in festa, sabato sera, per l’apertura delle celebrazioni in onore del Beato Pacifico e, soprattutto, per l’ingresso, molto atteso, del nuovo parroco. Un arrivo, quest’ultimo, per la parrocchia dell’Ovest Ticino, che è molto gradito: si tratta di un ritorno a Cerano dopo 33 anni.

Il nuovo parroco, infatti, è don Egidio Borella, che ha vissuto proprio i suoi primi anni di sacerdozio, come coadiutore, a Cerano, tra il 1982 e il 1986. Un fatto da lui stesso ricordato sia nel momento che ha preceduto la messa solenne in chiesa, sul palco allestito in piazza Crespi, sia poi durante il suo intervento nella parrocchiale.

Tanta la gente in piazza ad attendere l’arrivo di don Borella, applauditissimo da tutti e salutato con un “Bentornato don Egidio”. Presenti il vicario della Diocesi di Novara, don Fausto Cossalter, don Alessandro Maffiolini, amministratore parrocchiale dal 10 febbraio al 31 agosto e don Paulo Floriani, vicario parrocchiale in questi mesi di passaggio. E poi il sindaco, Andrea Volpi, con tutto il Consiglio comunale e tutte le associazioni culturali e di volontariato ceranesi.

“Una festa doppia – ha spiegato il sindaco sul palco – quella che viviamo noi oggi ceranesi. Ricordiamo il nostro amato Beato Pacifico e ci prepariamo a un nuovo percorso insieme al nostro nuovo parroco. La comunità che oggi l’accoglie evidenzia punti di forza e punti di debolezza, come ogni realtà. Lavoreremo bene insieme”. Don Borella ha quindi ricordato il suo periodo ceranese degli anni ’80: “avevo 28 anni, ero un ragazzo, ora ne ho 61. Lavoreremo insieme per la nostra comunità”.

In chiesa, poi, l’intervento del vicario della Diocesi, don Cossalter, con la consegna del lezionario con la parola di Dio e, quindi, la celebrazione della messa. Don Borella: “Un saluto affettuoso alla comunità di Cerano, un ritorno ‘a casa’ ricco di ricordi e di attese, ma, soprattutto, rispettoso del cammino fatto in questi anni dalla vostra comunità”. Un saluto presente con una lettera su tutti i banchi della parrocchiale, una lettera che presenta un’immagine importante, il dipinto della “Lavanda dei piedi” di Ivan Rupnik, “La prendo come icona dell’ideale del mio ‘stile di essere prete’ e lo offro a tutti, come ho già fatto a Verbania (dove don Borella è stato parroco per oltre 30 anni, ndr). E’ una prospettiva del come essere parrocchia nei prossimi anni insieme, nel nome del Signore, con il Vangelo negli occhi e nel cuore”. A chiusura della messa, Martino Lavatelli ha letto un saluto per don Egidio a nome di tutte le associazioni di Cerano. “Molti gruppi di volontariato e gruppi parrocchiali – ha riferito – sono nati proprio in quegli anni, quando eri coadiutore qui a Cerano e ti occupavi dell’oratorio”.

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