Mano tesa alle famiglie per evitare l’implosione

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Aumenta il numero delle coppie che arriva al Consultorio ad un passo dalla separazione e non più per risolvere conflitti; cresce la quota di adolescenti con disagio con i genitori e la quota di bambini che fin dalla scuola materna mostrano disturbi del comportamento, oppositività, iperattività. Nel solo primo semestre del 2018 sono state 1103 le richieste di intervento, a fronte di 1706 prestazioni effettuate nel 2017. Le trasformazioni principali e la crisi dell’istituto familiare sono sempre di più al centro del lavoro svolto dagli operatori del Consultorio familiare Comoli, destinatario nel 2017 di un finanziamento di 100mila euro dai fondi dell’Otto per mille della Cei: si tratta dell’importo maggiore fra tutti quelli erogati dalla diocesi per le 15 “opere segno” finanziate nel 2017 per un totale di 265mila euro (vedi pag. 2).

«Il fondo ci serve fondamentalmente per un rimborso spese degli psicoterapeuti che lavorano a titolo gratuito: un rimborso simbolico come riconoscimento per la loro professionalità, mentre l’Ordine degli psicologi prevedo tariffe minime di almeno 70-80 euro» spiega la direttrice Mafalda Granata. Si tratta dunque di prestazioni professionali in regime di semi-volontariato ed è anche per questo che si cerca di mantenere la consulenza psicologica all’interno di un ciclo di 5-6 incontri. «Ma c’è da dire – ci tiene a precisare – che se vediamo persone in stato di forte disagio che hanno bisogno di essere seguite non ci tiriamo indietro per ragioni economiche: cerchiamo di proseguire il lavoro intrapreso di ricostruzione e comunque di supporto alle persone. Lavoriamo in sinergia e per questo desidero ringraziare il presidente don Ernesto Bozzini e tutti i collaboratori».

Oltre ad un rimborso spese simbolico per chi svolge le sedute per famiglie,coppie, persone in difficoltà, i fondi dell’Otto per mille vengono poi utilizzati per la gestione dello stabile in viale Ferrucci (riscaldamento, luce, acqua,telefono, pulizia dello stabile, tasse comunali). L’attività del Centro di consulenza familiare viene svolta da 89 volontari e 28 specialisti consultoriali. Fra questi, solo per il sostegno alle famiglie lavorano 13 volontari e 15 specialisti (psicologi, pedagogista, medico, avvocato, consultente etico, consulenti familiari). Nel 2017 gli interventi a Novara sono stati 845; nelle sedi distaccate di Arona sono stati 214, a Grignasco 300, a Verbania 347. Si sono rivolte al consultorio nel 2017 per la prima volta ben 249 persone. Nel 2018 circa 150 persone si sono rivolte per la prima volta al Consultorio. Chi usufruisce del servizio sono generalmente persone a reddito medio-basso, residenti nel Novarese, di età tra i 30 e i 50 anni, con livello di istruzione medio superiore, con problemi relazionali (coppia, rapporti genitori-figli, adolescenza, problematiche scolastiche ed educative). I fondi annuali dall’8 per mille vengono utilizzati oltre che per il rimborso spese ai consulenti anche per la formazione permanente con la quale il Centro alimenta la professionalità degli operatori.

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