Vasta rete di spaccio sgominata dalla Polizia a Novara: 12 misure cautelari

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«Una bella operazione, che parte da lontano, dall’estate dello scorso anno, e che ora ha condotto all’importante risultato che, questa mattina, all’alba, ci ha portato a effettuare 23 perquisizioni e a eseguire 12 misure cautelari, ponendo fine a un’attività di spaccio di droga che interessava Novara e aveva ramificazioni nelle province di Torino e di Milano».

Così il Questore di Novara, Alessandra Faranda Cordella, ha introdotto la conferenza stampa con cui, in Questura, è stata illustrata una significativa attività condotta dalla Squadra Mobile; una vasta e articolata operazione antidroga, che si è conclusa alle prime luci dell’alba di oggi.

La conferenza stampa in Questura

Dodici, come anticipato, le misure cautelari eseguite (in particolare 4 in carcere, tre arresti domiciliari e cinque obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, misure emesse dal Tribunale di Novara, su richiesta della locale Procura della Repubblica). Un’operazione che ha visto collaborare le Squadre Mobili di tutte le Questure del Piemonte e anche della Mobile di Aosta, oltre alle Squadre Mobili di Varese e di Pavia. A coadiuvare anche il Reparto prevenzione crimine sia del Piemonte sia della Lombardia, per un totale di 90 rappresentanti della Polizia coinvolti.

 

«Il nostro obiettivo – ha riferito il Questore Faranda Cordella – è quello di mantenere la città di Novara pulita dal fenomeno dello spaccio. Questa operazione ha dimostrato come il fenomeno coinvolgesse tutti i quartieri» e con una clientela varia, dallo studente all’imprenditore, dal giovanissimo all’adulto. A illustrare i dettagli dell’indagine, il dirigente della Squadra Mobile, Massimo Auneddu. «Tutto è partito da un arresto eseguito lo scorso anno, di un soggetto che aveva con sé cocaina particolare e molto pura. Abbiamo osservato le sue conoscenze, i suoi contatti e siamo giunti al risultato odierno. Le persone coinvolte erano molto caute, sia nelle telefonate sia pure nei tragitti da percorrere. Per evitare di essere sorpresi o individuati effettuavano percorsi più lunghi o articolati».

Dodici, come anticipato, le misure cautelari eseguite, e 11 le persone denunciate, soggetti di nazionalità italiana, albanese e marocchina. Nell’anno di indagine ben cinque gli arresti eseguiti e diverso lo stupefacente sequestrato, per la precisione 14 chilogrammi di marijuana, 300 grammi di cocaina e un chilogrammo di hashish, oltre a 9mila euro in contanti.

In una delle perquisizioni di oggi, nei confronti di due degli indagati, si è proceduto all’arresto in flagranza, perché trovati in possesso di circa 100 grammi di cocaina, 700 di hashish e 100 di marijuana, oltre a tutta la strumentazione necessaria alla preparazione delle singole dosi, dal bilancino al taglierino alla plastica per il confezionamento. Sono stati inoltre sequestrati circa 25mila euro in contanti.

Le figure di spicco dell’indagine hanno a carico precedenti specifici e, nonostante il pregresso, hanno proseguito nella loro attività illecita. Qualcuno di loro, impegnato nel settore della ristorazione, ha persino preferito abbandonare l’attività professionale lecita per darsi esclusivamente allo spaccio.

In questa rete di spaccio c’erano alcuni soggetti, M.M. di 30 anni, R.P. di 33, L.R. di 40 e G.D. di 34, che movimentavano ingenti quantità di cocaina, hashish e marijuana ogni mese. Anche sino a 20-30 chili di marijuana e a un chilo di cocaina. Questi riuscivano a trarre come profitto ingenti guadagni tanto da garantire una vita ben oltre le loro possibilità economiche. Erano ritenuti punti di riferimento per gli altri spacciatori novaresi. L’indagine infatti ha persmesso di individuare anche vari soggetti che si sarebbero approvingionati di sostanza stupefacente dai ‘principali’ indagati, per poi gestire a loro volta lo spaccio in modo autonomo, evidenziandosi così un sistema di cessioni ‘a cascata’, che vedeva coinvolte molte persone che, attratte da facili guadagnia, avrebbero acquistato la droga, divenendo a loro volta spacciatori. Un doppio livello, dunque, di spaccio.