Il futuro di Verbania passa anche da Monterosso

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Continua il lavoro dell’architetto Andreas Kipar per il masterplan paesaggistico per Verbania, che va di pari passo con il nuovo piano regolatore. Il dibattito è in corso in commissione urbanistica. Nei giorni scorsi si è tenuta la seconda delle tre riunioni previste con il professionista e il suo team, che ha già curato progetti per rendere “verdi”, tra le altre, le città di Ravenna, Cagliari, Vercelli, Milano, Bellinzona e Lugano. Il masterplan parte dall’analisi del territorio di Verbania, un luogo definito strategico con una storia di relazioni, grazie alle connessioni via acqua che hanno permesso lo sviluppo delle prime economie, quindi la nascita del settore estrattivo, con la cava del Duomo di Milano, poi, nel 1906 la nuova immagine europea grazie al traforo del Sempione. Nel piano vengono identificate due grandi aree di valore paesaggistico: Fondotoce, riserva naturale, e la Castagnola, tra ville storiche e il vicino lungolago. L’architetto Kipar evidenzia che «Verbania è un territorio fragile, dove si necessita una costante cura e manutenzione del paesaggio naturale. I cambiamenti climatici e l’abbondante presenza di acqua la sottopongono a frequenti fenomeni alluvionali e dissesti idrogeologici». Tra le criticità che vengono evidenziate dall’architetto ci sono anche l’abbandono del Monterosso, di boschi coltivati, terrazzamenti storici e borghi, e la presenza di un ecosistema molto fragile, che ha bisogno di costante cura e manutenzione.

L’articolo integrale sul nostro settimanale, nelle edizioni disponibili nella zona settentrionale della diocesi di Novara – Il Popolo dell’Ossola, l’Informatore del Cusio, il Verbano – in edicola da venerdì 13 maggio 2022. Tutti i settimanali si possono consultare anche online.