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Novara, scuola: servono fondi per i device da fornire ai ragazzi per le lezioni a distanza

Necessitano ulteriori fondi per la didattica a distanza. È questo quanto emerso durante la Commissione virtuale di mercoledì.

Gli insegnanti e gli studenti utilizzano il registro elettronico e le piattaforme digitali per la comunicazione e le lezioni.

Non tutti però hanno gli strumenti per poterlo fare.

“Ci siamo subito attivati stanziando 31mila euro che avevamo a disposizione oltre a dei fondi ministeriali. Sono stati distribuiti agli Istituti Comprensivi circa 5 mila euro a testa – ha spiegato l’assessore all’istruzione Valentina Graziosi -. A scelta hanno acquistato computer o tablet, circa una quindicina per Istituto. Rimangono della scuola e vengono dati in comodato d’uso alle famiglie. Non bisogna dimenticare che l’aggiornamento della didatta a distanza fa parte dell’autonomia scolastica e degli istituti. Le scuole, sia pubbliche che paritarie, si sono subito mosse a partire dagli asili alle medie, con modalità diverse nella loro autonomia per mantenere il contatto con gli alunni. Certo è che per i bambini più piccoli le difficoltà non mancano e devono avere una persona adulta vicino che li aiuta”.

I fondi non sono sufficienti per sopperire a tutte le esigenze delle famiglie: “Ci stiamo muovendo per trovare altri fondi per le famiglie indigenti, stiamo cercando di capire precisamente quante sono le necessità. I numeri non sono bassi. Alcuni istituti dicono una ventina di famiglie altri anche sessanta. In questo periodo c’è stato anche qualche problema per reperire i device. È ovvio che è importante farli avere subito. Stiamo cercando di fare il meglio possibile. Un altro problema riguarda in questo caso anche la connessione”. L’amministrazione sta ragionando sul futuro rientro a scuola. “Ora è ovviamente tutto fermo ma bisogna già pensare al dopo. Ci è anche stato chiesto se con la ripresa del lavoro è possibile riaprire gli asilo nido. Non è di semplice gestione, vedremo anche le indicazioni del Governo. Far mantenere il distanziamento sociale ai bambini piccoli è molto complicato”.

Intanto, a distanza, è proseguito il lavoro del consiglio comunale dei bambini. Sulla pagina Facebook sono stati postati i lavori al fine di mantenere il legame. “Stiamo ragionando sui centri estivi magari a partire dal mese di luglio. I gruppi potrebbero essere ridimensionati e lavorare all’aria aperta”.

Marco Cito: