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Confindustria Novara, Vercelli e Valsesia annulla tutti gli incontri formativi

Annullamento di tutte le iniziative di carattere collettivo (riunioni, corsi, incontri informativi) programmate fino alla fine di febbraio 2020 e informazione tempestiva alle aziende associate sulle “buone prassi” da attivare per rafforzare le procedure interne di prevenzione e contribuire al contenimento di una eventuale diffusione del contagio.

È quanto ha fatto Confindustria Novara Vercelli Valsesia (Cnvv) per fronteggiare l’emergenza “Coronavirus”.

«In adesione a quanto raccomandato dal Ministero della Salute d’intesa con le Regioni – spiega il direttore, Aureliano Curini – anche Cnvv, come alcuni Comuni del nostro territorio, ha deciso di annullare tutte le iniziative di carattere collettivo (riunioni, corsi, incontri informativi) programmate almeno fino alla fine di febbraio 2020. Oltre a informare le aziende su quanto messo a disposizione dal Ministero della Salute, abbiamo predisposto un elenco di “buone prassi” per fare in modo che le procedure interne alle imprese vengano gestite nel modo più efficace possibile. Tra i provvedimenti da adottare, ad esempio, possono essere rafforzati il controllo alla reception degli ingressi in azienda di personale esterno prevedendo, se ritenuto opportuno, la richiesta di autodichiarazione scritta sugli spostamenti all’estero o in Italia, nei comuni oggetto di restrizioni, o su possibili contatti con persone incontrate provenienti da zone a rischio. In caso di accoglienza di visitatori andrebbero anche utilizzate sale riunioni e aule più facilmente accessibili dall’ingresso, per minimizzare i flussi e rendere monitorabili i percorsi di ciascuno. Le aziende dovrebbero valutare anche l’eventuale necessità di un aggiornamento temporaneo del documento di valutazione dei rischi (DVR) ex D.Lgs. 81/08».

«Anche per quanto concerne l’impatto sull’economia reale – aggiunge il presidente di Cnvv, Gianni Filippa – la situazione è in evoluzione così rapida da non consentire né previsioni di breve termine né un’analisi di scenario che non rischi di diventare subito anacronistica e, quindi, inopportuna. Ci aspettiamo conseguenze negative dai possibili problemi di forniture, a livello di import come di export. Non siamo però in grado di prevedere la loro caratterizzazione geografica e la loro durata nel tempo né, di conseguenza, la loro gravità».

Paolo Usellini: