Quegli scontri tra Peppone e don Camillo nella storia di Cavallirio

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Il titolo del libro “Don Camillo e Peppone a Cavallirio” richiama direttamente i personaggi di Guareschi anche se il contesto storico è diverso. Il don Camillo e il Peppone (resi immorali dall’interpretazione di Fernandel e Gino Cervi) animano gli anni dell’immediato dopoguerra, in lotta per l’affermazione del potere comunista (uno) e per la difesa dello stato democristiano (l’altro). Quelli del libro firmato da Gianni Martinetti li precedono e si collocano nel decennio della proclamazione dell’unità d’Italia per arrivare, attraversando il Ventennio, fino agli anni Ottanta del Novecento. L’autore, per mestiere, ha diretto il reparto di metallografia dell’istituto sperimentale dei metalli leggeri ma, a dispetto di un lavoro orientato a questioni estremamente tecniche, per la legge del contrappasso, è un appassionato di letteratura, dialetto e ricerca storica. Nel suo lavoro – opportunamente – avverte che il contenzioso fra stato e chiesa ha attraversato i secoli e i millenni. Del resto, si tratta di due poteri la convivenza dei quali raramente può rimanere in equilibrio.

L’articolo integrale sul nostro settimanale, in edicola da venerdì 6 maggio 2022 e disponibile anche online, in tutte le edizioni: 

– Edizione Nord: Il Popolo dell’Ossola, l’Informatore del Cusio, il Verbano

– Edizione Centro: L’Informatore di Borgomanero, il Monte Rosa, il Sempione

– Edizione Sud: L’azione, l’Eco di Galliate, il Cittadino Oleggese, il Ricreo

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