Vasta operazione dei Carabinieri contro lo spaccio nei boschi di Oleggio

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Importante indagine di contrasto allo spaccio di droga nelle aree boschive di Oleggio, nel Novarese, da parte dei Carabinieri. La Compagnia del capoluogo gaudenziano, nelle prime ore di giovedì 7 aprile, ha eseguito ben otto custodie cautelari. Per tre persone, di nazionalità marocchina, è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per le altre cinque, invece, 4 italiani (tre uomini e una donna) e una ucraina, è stata decisa la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I reati risalgono al periodo giugno 2021-marzo 2022.

Complessivamente, dall’inizio dell’indagine, sono 13 le persone indagate. I reati contestati, a vario titolo, sono quelli di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, rapina, lesioni, favoreggiamento personale e sequestro di persona. Le misure cautelari sono state eseguite a Oleggio, Bellinzago, San Nazzaro Sesia e Miasino, per quanto riguarda la provincia di Novara, ma anche a Verbania e a Cogliate, Turate e Bregnano, in Lombardia. A collaborare con i Carabinieri novaresi i colleghi dei territori competenti, con l’affiancamento dei Nuclei Cinofili di Volpiano e Casatenovo e di un team Sos del Reggimento Lombardia, con la copertura aerea di un velivolo del Primo Nucleo Elicotteri di Volpiano. A mettere l’ordinanza, la Procura di Novara. Un’attività partita a giugno scorso dopo la denuncia di un sequestro di persona. I militari, dopo accurate indagini, sono giunti a individuare i presunti autori del sequestro, della rapina e delle lesioni, perpetrati ai danni di tre vittime. Il reato è stato inquadrato nell’ambito dei rapporti tra consumatori e spacciatori di stupefacenti. È infatti emersa un’ampia e strutturata attività di spaccio di hashish, per un quantitativo che viene stimato in circa 5 kg a settimana, eroina (2 kg a settimana) e cocaina (un kg a settimana), condotta nell’area boschiva di Oleggio. Un’attività che fruttava un volume d’affari di diverse migliaia di euro al giorno.

Una delle vittime del sequestro è stata indagata per aver avvisato il suo sequestratore delle indagini in corso. Non solo. A uno degli indagati è stata contestata l’aggravante della cessione di stupefacenti per l’ottenimento di prestazioni sessuali da parte di alcune donne tossicodipendenti. Durante le operazioni sono state anche eseguite alcune perquisizioni, sempre disposte dalla Procura di Novara, durante le quali sono stati sequestrati, al principale indagato, oltre 31.500 euro e circa 4.700 dirham, moneta marocchina, equivalenti a 1.162 euro. Gli arrestati si trovano nelle case circondariali di Verbania e di Monza.