Profughi afghani, non spegniamo la loro speranza

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Abbiamo conosciuto Sara a Lesbo, nel campo di Moria. Afghana, di etnia Hazara, la più perseguitata: era l’estate 2019. Dal 2018 circa 250 giovani e adulti di Sant’Egidio provenienti da diversi Paesi d’Europa trascorrono il mese di agosto nei campi profughi di Moria e di Atene per sostenere la speranza di chi attende da anni di poter trovare protezione nei nostri Paesi europei senza riuscirci. Tenere viva la speranza di un futuro degno è il motivo del corso di lingua inglese, del “Ristorante Solidale”, delle visite alle famiglie, dei giochi e della scuola d’infanzia per i più piccoli…tutto gratuito. Tanti giovani profughi chiedono di aiutare gratuitamente con noi: ci fanno da interpeti, ci aiutano nello svolgimento delle diverse attività. Sara ha 19 anni: ci raggiunge quasi subito, ha tanta voglia di essere utile. Essere utili a chi ha più bisogno aiuta a restare umani nella disperazione dei campi. Sant’Egidio apre un secondo corridoio umanitario (dopo quello aperto in occasione della visita a Lesbo di papa Francesco nel 2016, che tornò a Roma portando sull’aereo 24 profughi) e poi un terzo.

Daniela Sironi

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