Non si tratta di un lavoro qualunque:al dolore altrui serve la nostra sensibilità»

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L’incubo di un telefono che continua a squillare, il numero di lutti che aumenta vertiginosamente, le chiese chiuse e un numero limitato di parenti che potevano assistere alle celebrazioni. «Descriverei così il periodo della pandemia, che è stato il peggiore della mia vita –dichiara Federica Balma, da 32 anni alla guida dell’impresa di pompe funebri Perazzi -. Se qualcuno mi avesse detto che avrei dovuto affrontare una situazione del genere, non avrei mai pensato di potercela fare; è stato pesante fisicamente e soprattutto moralmente, psicologicamente».
Oltre all’aumento dei decessi, a peggiorare sono state anche le condizioni in cui si sono ritrovati i parenti delle vittime: «Ho visto davvero gente disperata e segnata da un lutto diverso, più profondo -prosegue Balma -. Credo che questo sia dovuto all’impossibilità di tributare l’ultimo saluto al defunto: d’altra parte, non posso neanche immaginare cosa significhi morire così soli, senza poter scambiare un gesto, un occhiata, una parola con i propri cari. Spesso ho pensato ai racconti di mio padre, che combatté durante la Seconda guerra mondiale: lì la morte doveva essere terribile, ma si consumava in mezzo ai propri compagni, che potevano darti conforto. Questa malattia invece porta via anche questo, causando più dolore».
Diventa allora ancor più importante celebrare i funerali «Nella miglior maniera possibile – prosegue Balma -. A tal proposito voglio ringraziare tutti i parroci. Sono stati davvero i migliori: in un periodo confuso, con norme spesso dolorose da seguire (come l’impossibilità di impartire il sacramento), hanno sempre lavorato affinché tutto andasse per il meglio, senza risparmiarsi mai».
Per Balma infatti, questo non è un semplice lavoro, ma «Una missione, che va vissuta con la giusta passione e la giusta sensibilità. Malgrado la stanchezza, non ho mai saltato una funzione; sento il dovere di accompagnare i miei angeli nel loro viaggio, che li condurrà in paradiso. Questo è il raggio di luce, di speranza, che noi dobbiamo sentire e far crescere».
Una luce che, in questo tunnel infinito del Covid-19, sembra sempre più vicina: «Finalmente stiamo registrando una frequenza molto minore di contagi e di lutti – conclude Balma -. Adesso non dobbiamo sprecare quanto imparato in questo periodo, per quanto buio, ma farne tesoro e uscirne migliori. Solo così il futuro potrà davvero essere luminoso».
Proprio per tributare il giusto saluto a tutti i defunti in tempo di pandemia Balma, che è anche alla guida della banda musicale di Grignasco, sta organizzando un concerto in loro onore, che si terrà approssimativamente verso settembre.

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