Corteo di solidarietà per Adil: presenti 2.500 manifestanti

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Un lungo corteo che, dall’autostazione di largo Pastore, è giunto, dopo circa tre ore, in piazza Martiri, transitando su corso Cavallotti, baluardo Lamarmora, baluardo Massimo D’Azeglio, largo Bellini e quindi tappa finale nella centralissima piazza novarese. È stata la manifestazione nazionale, che, organizzata dal sindacato Si.Cobas nel nome di Adil Belakhdim, il sindacalista di 37 anni travolto e ucciso da un camion lo scorso venerdì 18 giugno davanti ai cancelli del magazzino Lidl di Biandrate mentre era in corso un presidio, ha coinvolto oggi pomeriggio, sabato 26, il centro di Novara (foto e video Agenzia Visconti).

Un appuntamento promosso dal sindacato di cui Adil era coordinatore per il Novarese e cui han preso parte 2.500 persone (fonte Questura), provenienti da tutta Italia, dal Piemonte come anche dalla Lombardia, ma anche da più lontano, anche da Roma e da Napoli o da Udine. Per gli organizzatori sarebbero stati qualche centinaio in più. Sono giunti in città con treni e corriere. Anzi alcuni manifestanti non sono poi potuti arrivare, perché due treni sono stati soppressi a Milano e due bus fermati, come riferito da Pape Ndiaye, coordinatore lombardo dei Si.Cobas, al casello di Novara. In corteo anche i Si.Cobas novaresi e tanti appartenenti ad associazioni cittadine come, ad esempio, il Comitato antifascista Novarese (Can).

Un corteo presidiato dal primo all’ultimo momento dalle Forze dell’Ordine (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale), sotto il coordinamento della Questura (sul posto anche il Questore, Rosanna Lavezzaro), Forze dell’Ordine che hanno anche scortato l’arrivo delle corriere con i manifestanti all’autostazione. Il centro era chiuso e blindato già dalle 8 del mattino. Ieri, venerdì 25 giugno, il sindaco Alessandro Canelli ha firmato anche un’ordinanza che prevede il divieto di vendere bevande in bottiglia o bicchieri di vetro. Sul posto, alla partenza in largo Pastore, anche l’assessore comunale alla Sicurezza, Luca Piantanida.

La partenza del corteo intorno alle 15,45, poco dopo una breve preghiera in arabo per Adil. A precederlo un cordone di agenti della Polizia in tenuta antisommossa. A seguire un furgoncino con un grande poster con la foto del sindacalista morto. Diverse le soste durante il tragitto e diversi gli interventi di sindacalisti e amici del 37enne. In testa al corteo lo striscione “Padroni, governo, Confindustria, i mandanti siete voi, Adil vive”.  “Oggi – ha riferito Ndiaye – piangiamo il nostro morto, ma non è finita qui”. Nei diversi interventi è affiorata la rabbia nei confronti del camionista investitore di Adil. “Parlano di incidente stradale. Questo non è un incidente stradale! È un omicidio volontario. Chiediamo giustizia!”. Proprio all’altezza del Tribunale la sosta e i riferimenti maggiori a questa scelta effettuata dal giudice e le grida “Giustizia, giustizia”. Altre tappe anche davanti al comando provinciale dei Carabinieri e all’ospedale, dove i manifestanti, osservati dalle finestre da medici e pazienti, hanno applaudito e fatto passare un’ambulanza in transito.

https://www.facebook.com/watch/?v=555482458955353

 

Tra i tanti slogan e gli interventi anche la denuncia di una “situazione difficile nel settore della logistica e lì proprio sul territorio di Biandrate. Quanto successo davanti alla Lidl poteva accadere anche a Piacenza o in un altro luogo con la stessa situazione. Non siamo pacchi, non siamo merce. Le cose devono cambiare”. Tra gli slogan gridati durante il corteo, “Toccano uno, toccano tutti”, “Adil è vivo e lotta insieme a noi”, come anche slogan contro i colossi della logistica e ancora “Novara è rossa”.

 

Il corteo è quindi arrivato in piazza Martiri, dove sono stati ospitati altri interventi e si è ancora ricordato Adil. “Quanto è successo a lui – ha ricordato un amico e collega – poteva accadere a chiunque di noi. Siamo noi operai a dover avere la forza per cambiare le cose. Ora non dobbiamo fermarci, dobbiamo proseguire, continuare. L’accordo raggiunto in Prefettura martedì, dopo 7 ore di confronto, è merito dei Cobas, non – ha sostenuto – dei sindacati confederali che sono in quel magazzino da moli anni e non hanno mai fatto niente. Adil vive dentro di noi e resta con noi e con le nostre lotte”.

https://m.youtube.com/watch?v=cB1FM7tm3Bw 

 

La manifestazione si è poi conclusa intorno alle 18,30.

 

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