Il lavoro in prima linea di chi esegue i tamponi…

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Sono in prima linea da un anno e continuano ad effettuare un lavoro fondamentale e di grande necessità. Si tratta di coloro che sono impegnati ad eseguire ogni giorno i tamponi. Tra questi vi sono Michele Barbuto, Fabio Zara, Beppe Gianicolo e i loro colleghi al Drive trought dell’Asl in viale Verdi. «Il nostro è un gruppo affiatato, siamo più o meno sempre gli stessi» ci dice Michele. Lavorono sempre all’aperto ed effettuano il tampone molecolare alle persone che giungono in auto. Una situazione non semplice dal punto di vista del clima. «Qualche problema quest’nverno lo abbiamo avuto: con il freddo e il ghiaccio non è stato agevole». Tra le soddisfazioni quello, in molti casi, di aver creato una sorta di legame anche con l’utenza. «Molti, ormai, ci conoscono anche per nome – prosegue Michele -. Questo fa senz’altro piacere. Ci portano anche brioche o i bambini dei disegni, sono gentilissimi». Circa la metà delle persone al drive trought è positiva: «La vivo senza problemi, prima ero in Pronto Soccorso. Stiamo molti attenti e siamo ben protetti. E’ giusto tutelare noi stessi, i nostri cari e gli utenti stessi». Sono circa 200 al giorno le persone che si recano ad eseguire i tamponi. Normalmente, ad essere presenti ci sono due infermieri, una persona che coordina e uno che si occupa della parte amministrativa. «Prima mi occupavo del coordinamento tecnico – spiega invece Fabio Zara -. Qui organizzo la gestione degli ingressi e preparo le provette del tampone. Abbiamo avuto anche picchi di quasi 300 persone nel periodo più alto, si spera che il trend scenda. Vengono i contatti dei positivi, post guarigione o i sintomatici che non possono andare negli hot spot per sicurezza. Devo dire che di noi non si è mai ammalato nessuno. All’aperto? Ci sono i pro e i contro, certo il periodo invernale è duro ma ci siamo attrezzati sia con l’abbigliamento che con stufe. Anche nei giorni più caldi, al contrario, non è semplice. Tra di noi c’è un bel rapporto e cerchiamo di far stare a loro agio gli utenti. Ci sono anche molti bambini, si cerca di distrarli».

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