Cambiare i tempi del racconto. Dal presente al futuro di un anno per rinascere

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L’impegno di medici e operatori sanitari che spesso sono andati al di là dei propri doveri, il lavoro delle categorie che hanno contribuito, lontane dai riflettori, a non fermare il Paese, e poi quello dei volontari, che hanno mantenuto nelle difficoltà saldo e vitale il tessuto sociale. E’ il racconto che abbiamo fatto da queste pagine nell’ultimo anno: l’anno del Covid, l’anno della pandemia che ha cambiato la vita di tutti. Fatto soprattutto di storie minute, vicende personali, quotidianità che è cambiata. Ma oggi, quando l’emergenza non è ancora finita e l’attesa di un piano vaccinale che possa risolverla sta solo iniziando a trasformarsi da scommessa a certezza, è forse necessario trovare anche un altro punto di vista. Cambiare i tempi del nostro racconto. Passare dal presente – che naturalmente non metteremo da parte – al futuro. Con uno sguardo speciale al mondo della scuola e ai giovani, i veri proprietari del futuro che gli consegneremo. Lo facciamo raccogliendo l’invito al confronto per costruire una grande alleanza, fatto dal vescovo Franco Giulio durante la festa di San Gaudenzio a tutte le forze della Città. Ci piace pensare che un giornale, in fondo, ne possa far parte. Ciascuno con la propria missione, con il proprio lavoro, con i propri sogni. Ma ciascuno con un orizzonte condiviso, una visione comune. Perché, proprio come dice il vescovo, questo possa essere non solo l’anno della ripresa. Ma anche un anno per la rinascita. Iniziamo con la voce dei rappresentanti del mondo dell’impresa e di alcuni sindaci del nostro territorio. E con un’intervista a Gian Carlo Avanzi, il rettore dell’Università del Piemonte Orientale, che di questa spinta a condividere insieme un orizzonte può essere il motore.

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