Splende ancora la fiamma della Tradizione: a Varallo il rogo della Veggia Pasquetta nonostante la pandemia

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Una cerimonia semplice e raccolta, senza musica e bandiere colorate; un pugno di uomini e donne infreddoliti, in piedi tra sassi e rovine, per dire al mondo che la Tradizione non si ferma. Nonostante la persistente situazione di emergenza sanitaria dovuta alla pandemia di covid-19, i varallesi anche quest’anno non hanno voluto rinunciare al rogo della Veggia Pasquetta, usanza antichissima che apre ufficialmente il periodo di carnevale nel capoluogo valsesiano. E così la sera di questo mercoledì 6 gennaio dughi e falcheit, Varallo vecchio e Varallo nuovo, si sono riuniti ancora una volta sotto il ponte Antonini, sul greto del torrente Mastallone devastato dalla terribile alluvione dello scorso ottobre, per celebrare nei limiti di quanto concesso dalle normative di sicurezza questo momento così importante per la nostra identità culturale. Il tempo particolare che stiamo vivendo ci ha permesso dunque di riscoprire l’essenzialità del gesto ascetico, la semplice ritualità ancestrale risalente ad epoche immemorabili, quando un piccolo fuoco sfidava il gelo delle notti d’inverno con la promessa di una nuova primavera. E mentre le scintille del rogo salivano in alto e le ceneri ricadevano come coriandoli sulla città silenziosa, per la prima volta dopo una settimana di brutto tempo il velo di nubi si apriva un poco per lasciar indovinare qualche sprazzo di sereno. Stasera, in Valsesia, un tramonto di fiamme. Domani, un’alba dorata.

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