Lettere di Natale dei parroci dell’Unità pastorale San Michele Arcangelo

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Romagnano Sesia 

 

Carissimi, eccoci al consueto saluto natalizio dopo un anno tragico che ha segnato pesantemente le nostre esistenze…

Prima di tutto un ricordo nella preghiera per le persone che sono mancate anche a causa della pandemia…

Non saprei dirvi il numero esatto nella nostra parrocchia, sappiamo bene che i dati nazionali e regionali che leggiamo giornalmente non sono sicuri… Comunque, all’inizio di dicembre, i morti del 2020 sono stati 63, di cui almeno un terzo, se non di più, a causa del virus.

Oltre che alle persone mancate prematuramente, non posso dimenticare il carico di dolore che ogni lutto porta con sé ai familiari e ai parenti che, in molti casi a causa dell’isolamento da Covid, non sono potuti nemmeno stare vicini ai loro cari in agonia, come per il caro Don Paolo Bosio…

E non è ancora finita, in questi giorni assistiamo al più alto numero di morti nella nostra nazione; sui vaccini in arrivo ci sono interrogativi da parte degli esperti sulla loro reale efficacia…

Possiamo solo affidarci al Padre Celeste tramite la Madonna Immacolata per chiedere il suo intervento in Gesù Bambino che ancora una volta verrà per salvare il mondo dalle tenebre del peccato donandoci lo Spirito Consolatore.

La pandemia ha pesato fortemente su tutte le attività pastorali della parrocchia: a cominciare dai Battesimi e gli altri Sacramenti, dal catechismo alle preghiere settimanali come l’Adorazione Eucaristica etc…; l’apertura dell’oratorio, fino alle visite ai malati e anziani.

La pandemia ha influito anche sulle Celebrazioni eucaristiche come ben sappiamo, specie nel cosiddetto “lockdown”, ma anche ora abbiamo delle limitazioni negli orari delle Messe del Santo Natale e delle Confessioni.

Tra le buone notizie, c’è il restauro a buon punto della Cappella della Madonna Addolorata con il contributo economico delle Confraternite dell’Addolorata e del Corpus Domini, che ringrazio a nome di tutta la comunità. Con grande sorpresa dell’ottimo restauratore Maurizio Guidotti, sono venute alla luce decorazioni, scritte e anche figure di santi completamente coperte da pitturazioni successive.

Lasceremo la parola agli esperti per capire le relative epoche storiche e l’identità di questi santi.

Pure l’attività dell’Unità Pastorale Missionaria San Michele Arcangelo ha subito una brusca frenata… Speriamo di riprendere presto tutte quelle iniziative che rendevano ben instaurata la collaborazione tra le nostre parrocchie.

Colgo l’occasione per ringraziare don Antonio per l’impegno nella programmazione del catechismo, un vero salto ad ostacoli che spesso ha visto vanificare sforzi, date e impegni… E quelle tante persone che, nelle varie attività della Parrocchia, hanno donato, pur con le limitazioni della situazione, il loro contributo.

Ringrazio Mons. Federico Ponti per la fedeltà alla celebrazione della S. Messa vigiliare del sabato pomeriggio nel Rito Tradizionale. Aspettandovi tutti per le Confessioni, per le Celebrazioni Natalizie e per ammirare il Presepe con le sue novità, vi auguro, in Gesù Bambino e in sua mamma Maria, Pace e Vita!

Don Gianni Remogna

Cavallirio e Prato Sesia

Don Fulvio Trombetta

Cari amici e parrocchiani, anche quest’anno voglio raggiungervi con un pensiero in vista delle prossime feste del Natale. Uno strano Natale quest’anno. Un Natale segnato per molti dalla fatica della malattia o addirittura dal lutto! Un Natale che ha il sapore della malinconia e del pensieroso ricordo di amici che ci hanno lasciato. La nostra comunità è stata particolarmente toccata dalla epidemia che stiamo vivendo e molti volti di persone che erano familiari tra di noi non ci sono più. Un Natale certamente diverso sotto molti aspetti, perfino dal punto di vista organizzativo. Tuttavia dobbiamo rialzare lo sguardo! Spalancando gli occhi, aiutiamoci a contemplare ciò che è essenziale da vivere in questi tempi: la grandezza di una presenza. La presenza di Dio che si fa avvenimento incontrabile nella carne della nostra vita quotidiana. Se di fronte a ciò che ci accade, siamo spesso portati a domandarci dove si trova Dio. Sta forse dormendo? Si è dimenticato di noi? Non sente il nostro lamento? No, amici miei. Dio non si è dimenticato, non sta dormendo e nemmeno è sordo al nostro grido! Dio è presente sulla croce di chi sta soffrendo per donare la consolazione della Sua vicinanza. Dio non si allontana mai dalle sue creature più deboli e indifese. Se ci spezza il cuore il pensiero che molti in questo tempo stanno soffrendo e morendo nella solitudine e nella impossibilità di avere accanto gli affetti più cari, sappiamo con certezza che hanno accanto la presenza tenera e consolante di Gesù che nasce per noi. Mentre mancano le carezze e le parole dell’umano amore, esse vengono sostituite dalla amorevole carezza del Signore che è accanto ad ogni sua creatura che soffre.

Non è forse questo il significato profondo del Natale? Contemplare la splendente presenza del nostro Redentore che viene per rispondere a tutte le nostre attese e ai desideri che abitano le profondità del nostro cuore. I desideri di bene, di bello e di vero che tutti abbiamo nel profondo e che tutti, in tanti modi cerchiamo dì perseguire. Dio abbraccia tutti questi desideri e li porta a compimento.

Per questo anche quest’anno possiamo augurarci che il Natale sia buono. Buono nel senso che sia reso buono dalla Sua bontà; reso sereno dalla Sua serenità; reso bello dalla Sua bellezza!

Vi abbraccio cari amici e vi assicuro il ricordo nella mia personale preghiera. A tutti arrivino i miei auguri, la mia vicinanza e il mio affetto sincero.

Di cuore a tutti auguri!

Don Fulvio Trombetta

Grignasco

Don Enrico Marcioni

È davvero Natale

In tempo di Pandemia si è costretti a rivedere il modo con cui guardiamo le cose. Il Santo Natale è nelle luminarie, nei regali da acquistare nei negozi, nell’essere più buoni, nella Santa Messa a mezzanotte… Questo Santo Natale “anomalo” ci riporti non solo all’essenziale ma ci porti all’essenza: Cristo Gesù si è fatto carne per condividere la nostra umanità ed elevarla alla vita divina. La nostra umanità, già per essere divini, abbiamo bisogno di essere umani. E allora il mio augurio di quest’anno lo rubo dalle parole di Santa Madre Teresa di Calcutta, che ci ricorda che essenzialmente è sempre un Santo Natale.

È Natale

È Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano.

È Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro.

È Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli oppressi ai margini della società.

È Natale ogni volta che speri con quelli che disperano nella povertà fisica e spirituale.

È Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza. È Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri.

Tantissimi auguri di un Santo Natale.

Don Enrico Marcioni 

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