Il ritorno di Banchieri: «In campo chi vuole bene al Novara». Rullo: «Da oggi le decisioni le prenderò solo io»

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«Ben tornato al mister, nella vita si fanno tanti errori, solo chi non fa niente non sbaglia, noi lavoriamo e pertanto si può anche sbagliare».

Così patron Maurizio Rullo presenta il ritorno sulla panchina del Novara calcio dell’allenatore Simone Banchieri.

«Ringrazio il club per avermi richiamato – ha detto Banchieri -. Sono qua da tanti anni e non può che farmi piacere essere di nuovo qui. Grazie ai tifosi che sono sempre stati vicini. Sono molto contento di tornare a fare quello che ho sempre fatto con passione per questi colori. La squadra credo debba rappresentare al meglio la città. Che squadra penso di ritrovare? Eravamo secondi a un punto dal primo posto col miglior attacco, oggi la squadra è quattordicesima -. E’ inutile guardare indietro e pensare quello che poteva essere, la squadra la conosco bene, so quello che possono dare. So che hanno sempre dato molto, bisognerà tornare a questo, finire la partita con la maglia sudata. Dobbiamo rimetterci a dare tutto per il Novara. La tattica? Vincere contrasti e le seconde palle e rimanere in alto il più possibile, inutile parlare di altre cose. Le partite le viste tutte ma anche le altre squadre, mi sono fatto ancora un’idea più chiara di quello che bisogna fare. Non faccio promesse o proclami, sono certo che il mio collega ha lavorato con la massima passione e professionalità. Io ho sempre fatto il tifo per il Novara anche in questo periodo. Cercherò solo di dare una mano al club e ai ragazzi. In campo andrà chi vorrà bene al Novara. Ci vorrà il massimo rispetto dei ruoli. La maglia è del club e dei tifosi. Ci vuole certezza, concretezza e cose semplici per fare i risultati. Io ho la stessa felicità del primo giorno che ho allenato l’Under 16. Dobbiamo solo rappresentare al meglio il club. Bisogna divertirsi facendo fatica».

Rullo parla poi della professionalità. L’ex Marcolini si è risentito per questo: «Mi spiace Marcolini se la sia presa, non era riferito a lui, è stato un momento di arrabbiatura, me la sono presa con tutti a partire dai dirigenti. Purtroppo la squadra non ha recepito il suo intendimento di calcio. Mi sono reso conto che la serie C è una categoria tosta, non servono i fuoriclasse ma la gente che esce dal campo con la maglia che si può strizzare. Bisogna stare 95 minuti con la testa sulla partita».

Ci saranno altri cambiamenti nello staff? «Per il momento no, ma chi non ha la maglia addosso sarà fuori dal progetto. Da oggi in poi mi prendo io tutte le responsabilità, sarò io a rispondere delle decisioni, d’ora in poi le prenderò con la mia testa. Obiettivo? Cercare di fare il cammino migliore che si possa fare. Mercato? Vediamo queste due partite poi decideremo».

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