Novara: con il “Pums” nuova rete di piste ciclabili, revisione del Trasporto Pubblico, zone 30 e mezzi elettrici

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Nuovi percorsi ciclabili in via Galilei e corso Risorgimento
Una rete di piste ciclabili che colleghi tutta la città e le periferie, nuovi mezzi elettrici, zone 30 (aree della rete stradale urbana dove il limite di velocità è di 30 chilometri orari) e revisione del Trasporto Pubblico. E’ questa la Novara del futuro che punta ad un miglioramento della mobilità e ad utilizzare il più possibile mezzi sostenibili. «Per far ciò sarà fondamentale realizzare il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums), uno strumento strategico per ridisegnare la mobilita della città – ci ha detto l’assessore alla viabilità Luca Piantanida -. Rispetto al passato, per apportare delle modifiche, ci si basa su dati certi». Per arrivare alla realizzazione del Pums è necessaria l’analisi del traffico. «Sarà avviata appena si uscirà dal lockdown- prosegue l’assessore -. Ora i dati sarebbero altrimenti un po’ falsati. Ritengo che la mobilità di Novara debba essere più smart. Ci vuole un piano del traffico per quanto concerne le piste ciclabili e i nuovi mezzi elettrici che verranno. Nei prossimi mesi, ad esempio, avremo lo sharing dei monopattini elettrici ora solo rimandato a causa del Covid 19. Con il Pums potremo accedere ai finanziamenti per realizzare le varie opere». La presentazione alla cittadinanza è avvenuta con l’intervento di Comuni come Verona e Pesaro dove questo strumento è già stato sviluppato. «Le nostre idee, dopo aver ottenuto il Piano Urbano sono quelle di istituire zone 30 e la realizzazione di un bici plan, ovvero un piano strategico per la rete ciclabile. Sarà importate anche effettuare una revisione del Trasporto Pubblico Locale reimpostando la conurbazione anche con le città limitrofe. Altri paesi, rispetto a quelli attuali potrebbero essere integrati. Si lavora inoltre per arrivare a mettere un connubio tra Trasporto Pubblico e mobilità alternativa». L’analisi del traffico sarà di fatto propedeutica alla realizzazione del Pums che si basa sugli spostamenti. La fase delle indagini durerà per 90 giorni. «Ci vorranno poi 150 giorni per la redazione del Pums. Ad essere coinvolte anche le associazioni che potranno portare un contributo fondamentale con dei suggerimenti.  Dopo aver raccolte le osservazione prenderà il via la procedura di Vas (valutazione ambientale strategica) e poi ci saranno 60 giorni per adeguare gli elaboratori e per l’approvazione in Consiglio comunale. Le abitudini dei cittadini negli anni si sono modificate, per questo è corretto pensare ad un modo diverso di vivere la città con lo studio di una mobilita più “dolce” e strade di quartiere».

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