Arringhe via social per Ahmadreza Djalali dagli avvocati di Aiga Novara

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Aiga (Associazione Italiana Giovani Avvocati) Nazionale e la sezione novarese di Aiga, guidata dall’avvocato Alessio Cerniglia, promuovono per martedì primo dicembre un’iniziativa dal titolo arringhe in difesa di Ahmadreza Djalali, nelle quali simbolicamente verranno svolte da avvocati di tutta Italia quelle difese a cui il ricercatore Irano–Svedese non ha avuto diritto. “L’iniziativa – spiegano da Aiga – segue la lettera inviata al Ministero degli Esteri per chiedere un intervento sulla vicenda in difesa dei diritti costituzionali alla tutela dei diritti inviolabili dell’uomo, al giusto processo e contro la pena di morte, ritenuta dall’ordinamento come trattamento contrario al senso di umanità (Artt. 2, 24, 27 e 111 Cost), che l’Italia ha ritenuto di difendere anche in campo internazionale con la sottoscrizione della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, approvata dall’Onu il 10 dicembre 1948, e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (Carta di Nizza) del 7 dicembre 2000”.

Ahmadreza Djalali è stato “cittadino d’adozione” di Novara, in quanto era ricercatore di medicina dei disastri presso la sede novarese dell’Università del Piemonte Orientale. Secondo quanto riportato ad Amnesty International (che segue da parecchio tempo il caso) da Vida Mehrannia, moglie del ricercatore, dopo una telefonata durata poco più di due minuti, Ahmadreza è stato trasferito in isolamento nella prigione di Raja’i Shahr a Karaj e sarà presto eseguita la sentenza capitale pronunciata nei suoi confronti.

Ahmadreza Djalali, che ha insegnato all’università oltre che in Italia anche in Belgio e Svezia, era in viaggio d’affari in Iran quando è stato arrestato dai funzionari del Ministero dell’Intelligence nell’aprile del 2016. Dopo il suo arresto è stato tenuto in un luogo segreto, ignoto anche alla famiglia prima di essere trasferito alla sezione 209 della prigione Evin di Teheran, dove è stato detenuto per sette mesi, tre in isolamento. Successivamente è stato spostato nella sezione 7 del carcere di Evin.

Ahmadreza Djalali ha sempre negato le accuse a suo carico e ha da sempre sostenuto che siano state fabbricate dalle autorità. Ha sempre sostenuto di essere ”solo uno scienziato, non una spia”.

Commenta Antonio De Angelis Presidente Nazionale Aiga: “Non possiamo rimanere fermi di fronte ad una vicenda del genere. Ad Ahmadreza Djalali sono stati negati quei più elementari diritti di difesa, che regolano qualsiasi processo che si voglia definire giusto, primo fra tutti quello di poter essere effettivamente difeso da un avvocato. AIGA ci tiene a ribadire inoltre con forza la propria più grande contrarietà alla pena di morte che rappresenta a tutti gli effetti una barbarie di stato, ed invita i colleghi a partecipare alla manifestazione del 1°dicembre per difendere questi diritti e continuare a tenere accesa l’attenzione dell’opinione pubblica per ottenere il rilascio di Ahmadreza”. Alessio Cerniglia Presidente di AIGA Novara, luogo in cui ha vissuto Ahmadreza, precisa “I giovani avvocati novaresi sono vicini in questo momento così difficile alla famiglia di Ahmadreza Djalali, nostro concittadino d’adozione. Non possiamo dimenticare oggi inoltre la testimonianza di questo ricercatore, che da uomo libero, in nome della scienza, si è rifiutato di cedere alle pressioni del governo iraniano, per effettuare operazioni di “intelligence” che in coscienza riteneva di non dover fare. Ci auguriamo che il Ministero degli Esteri voglia prendere posizione sulla vicenda di questo nostro “concittadino”, poiché rappresenta una chiara violazione della dichiarazione universale dei diritti umani che uno stato democratico qual è l’Italia non può accettare. Invitiamo i colleghi a voler partecipare alla maratona oratoria del prossimo 1° dicembre, per fare simbolicamente quelle arringhe difensive alle quali Ahmadreza non ha avuto diritto”. La maratona con le arringhe si potrà seguire sulla pagina Facebook di Aiga Novara.