Novara: il Mercato Coperto lavora ma manca la clientela

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Situazione difficile al Mercato Coperto per il poco afflusso con gli operatori che in coro fanno un appello: «Venite a trovarci perchè siamo aperti in sicurezza». «C’è da piangere per la situazione, meno male che qualche cliente storico è presente, continuiamo anche a fare le consegne a domicilio» ci dice Antonietta Nobile del banco di frutta e verdura Centrella. Raffaella Fogato aspetta «a braccia aperte le persone in sicurezza. Anche noi portiamo la merce a casa e riusciamo a farlo in giornata. Nonostante tutto non voglio cadere nello sconforto. Ci mettiamo nelle mani dei clienti». Tiziana Annucci sottolinea come il mercato «sia aperto e questo va detto ad alta voce, è troppo importante riuscire a lavorare in questo periodo dopo i tempi già complicati dei mesi scorsi». Sabrina Baruzzo è del banco dell’emporio: «Purtroppo non c’è gente e questo è un grosso problema. Speriamo che le persone non si dimentichino del mercato». Alessandro Anchisi ha un banco di carne e ha iniziato da pochissimo: «C’è un calo e per me che ho appena aperto è un ulteriore incognita. Ho infatti diverse spese iniziali. Il mercato mi sembra sia lasciato andare, bisogna pubblicizzarlo molto di più, la gente non sa che è aperto». Manuela Bergamelli anche lei fa consegne «nel rispetto di tutte le norme per la salvaguardia di noi stessi e della clientela». Ida Lauro e Lisvet Dupotey sono presenti con grande impegno anche se il «lavoro è altalenante. Comunque non vogliamo far mancare nulla a chi viene». «Le gente è spaventata ma per far la spesa si può uscire e pertanto anche recarsi al mercato. Mancano le persone che normalmente vengono dai paesi, il calo è del 50 per cento – ci dicono Mauro Zaffaroni e Max e Stefano Volontè -. Noi siamo presenti e facciamo, per chi non se la sente di venire, il servizio a domicilio». L’assessore al Commercio Elisabetta Franzoni commenta la situazione: «Anche i generi vari fanno le consegne a domicilio. La parte alimentare è presente e l’invito è quello di andare in un luogo dove non c’è assembramento e dove si rispettano le regole».

       

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