Novara: Pronto soccorso “chiuso” per alcune ore giovedì sera

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Nella serata di ieri, giovedì 5 novembre, il Pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Novara, a causa di un eccessivo afflusso di utenti, è stato chiuso per alcune ore. E poi quindi riaperto. Il personale, in quel frangente, ha potuto accogliere solo le emergenze.

Sulla questione interviene il consigliere regionale del Partito democratico, Domenico Rossi: «Di fatto – commenta – è stato chiesto al 118 di non portare al Maggiore altri pazienti Covid perché la struttura non era in grado di farsene carico. La situazione è stata poi risolta e il Pronto soccorso è stato riaperto. Il carico per il sistema ospedaliero, in questo momento, è questo ed è destinato a crescere nei prossimi giorni. Le diverse aziende sanitarie e tutto il personale stanno lavorando senza sosta per fare in modo che nessuno resti senza assistenza, ma sarà sempre più difficile perché i numeri salgono e il personale, quando non si ammala, non aumenta certo in proporzione. Si stanno allestendo posti letto ovunque e questo significa prima di tutto ridimensionamento o chiusura di interi reparti che saranno in grado di ospitare malati Covid, ma non quelli per cui normalmente sono predisposti. Ieri Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) ha fornito i dati dei posti letto al 4 novembre. Il Piemonte, purtroppo, è tra i peggiori perché risulta avere il 40% di occupazione dei posti letto di TI e il 97% dei posti di area non critica (aggiornato al 101% il giorno dopo). https://bit.ly/3n2mWxD . Non dico questo per generare paura – prosegue Rossi – ma è bene che siamo consapevoli del momento che stiamo vivendo. Spero che questo sia utile soprattutto a chi cerca di creare contrapposizione tra salute ed economia: non c’è nessuna economia possibile senza salute.
Il nostro quadrante è in difficoltà. Fino a ieri l’ospedale di Borgosesia non lavorava ancora alla sua massima capacità e mancano luoghi idonei ad ospitare i pazienti in uscita dalle Terapie Intensive. Capite benissimo che se manca il flusso in uscita di coloro che stanno meglio diventa sempre più difficile avere spazio per chi deve entrare». Lunedì, in commissione sanità, aggiunge Rossi, «avremo l’informativa del Dirmei (Dipartimento interaziendale malattie ed emergenze infettive): sarà l’occasione per fare il punto sulla situazione in maniera puntuale e sulle soluzioni che si stanno mettendo in campo. Credo sia arrivato il momento di chiedere uno sforzo maggiore anche ai privati. Se necessario – conclude Rossi – bisognerà requisire e obbligare a mettere a disposizione dei posti letto. Intanto limitiamo le polemiche, non cavalchiamo il malcontento di alcune categorie. Facciamo in modo che i supporti necessari arrivino al più presto. E chi può stia a casa, riducendo i contatti con le persone non conviventi il più possibile».

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