Borgosesia, ospedale strategico di valle e di territorio

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i componenti del “Comitato permanente di sorveglianza e proposta a difesa della sanità valsesiana e vercellese” stilano l'elenco delle priorità per il 2018, mettendo ai primi posti l'abbattimento dei tempi di attesa
L'Ospedale di Borgosesia
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L’ospedale di Borgosesia come punto di riferimento per i cittadini valsesiani e al tempo stesso come presidio strategico per la gestione dell’emergenza Covid-19. Sono i principi richiamati in occasione dell’incontro svoltosi all’ospedale borgosesiano a cui hanno partecipato il direttore generale dell’Asl Vercelli, Angelo Penna, il direttore sanitario, Gianfranco Zulian, il sindaco Paolo Tiramani e il consigliere regionale Angelo Dago.

«È la terza volta da quando sono stato nominato il 10 ottobre scorso che visito l’ospedale di Borgosesia e l’impressione è sempre stata estremamente positiva. Una struttura capace di riorganizzarsi e di ottimizzare le sue funzioni – ha sottolineato il direttore Penna – Al momento sono 18 i pazienti Covid ricoverati nell’area ex CAVS del quarto piano. Stiamo monitorando l’andamento della pandemia e se fosse necessario ci attiveremo per rispondere alla necessità sempre sulla base degli indirizzi regionali. Oltre ai ricoveri di media intensità, ad oggi siamo in grado di attivare ulteriori 2 posti letto, ampliabili fino a un totale di 4, di terapia semi intensiva con monitoraggio e supporto respiratorio dei parametri vitali dei pazienti. L’ulteriore tassello, oggetto del progetto presentato alla Regione Piemonte e al commissario Arcuri, è la realizzazione di una terapia intensiva dotata di 8 posti letto. Per questo ulteriore step dovranno essere realizzati alcuni lavori strutturali necessari. Nel frattempo ci attiveremo anche per potenziare la dotazione organica. Prosegue l’attività ordinaria che cerchiamo di garantire nel rispetto di percorsi differenziati Covid e no Covid. Poter contare su un ospedale nuovo da questo punto di vista ci aiuta molto».

«Il riconoscimento dell’ospedale di Borgosesia come riferimento per la Regione Piemonte durante la fase dell’emergenza rappresenta un investimento di visione e di prospettiva. Già in occasione della prima ondata della pandemia il S.S. Pietro e Paolo ha saputo mostrare il suo ruolo strategico all’interno del quadrante, richiamando l’attenzione su un territorio che, proprio per la sua conformazione geografica, deve essere servito sul piano dell’assistenza sanitaria – ha sottolineato il sindaco di Borgosesia, Paolo Tiramani – Pensare di poter contare già ora su 3 letti di terapia semintensiva, grazie alla solidarietà del territorio e dell’imprenditore Pierluigi Loro Piana, è un segnale importante ed è il risultato di un lavoro realizzato con costanza e tenacia. Anche i progetti futuri oggi in cantiere, come i posti letto di terapia intensiva, sono tutte risorse su cui potremo contare quando, ci auguriamo presto, la pandemia sarà finita e che rimarranno patrimonio della nostra realtà. L’obiettivo è fare in modo che i cittadini possano trovare in questo ospedale tutti i servizi di prima necessità di cui hanno bisogno per la propria salute».

«Ci siamo impegnati – ha detto il consigliere regionale Dago – per investire in tale ambito con strutture e tecnologie che, finita l’emergenza, potranno essere utilizzate per le quotidiane attività sanitarie».

Principi, quelli legati all’importanza di gettare le basi per una struttura sanitaria potenziata e sempre più funzionale, sono stati richiamati anche dal Presidente della Commissione sanità, Alessandro Stecco: «Un ospedale, quello di Borgosesia, riferimento per il Piemonte durante il periodo dell’emergenza, ma che punta al tempo stesso alla continuità delle cure assicurando tutti gli altri servizi di assistenza per i quali ogni giorno gli utenti scelgono di rivolgersi ad un ospedale».