La Polizia dona una nuova bici al giovane Riccardo, storia di cuore e di una grande amicizia

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Una storia che, nata da un fatto negativo, il furto di una bici a un giovane affetto da una rara patologia neurodegenerativa, in
pochi mesi è diventata una storia da raccontare come esperienza positiva. È la vicenda straordinaria di Riccardo e dei suoi amici delle Squadre Volanti della Polizia di Stato.
A Riccardo, 21 anni, a febbraio è stata rubata la bici cui teneva molto dal garage di casa. Quando, dopo qualche tempo, la madre, Mariolina Lombardini, legge su un giornale dell’arresto di un ladro di biciclette e del ritrovamento di diverse bici, Riccardo pensa che tra quelle ci possa essere la sua. Così la famiglia contatta la Questura e da qui la storia diventa qualcosa di straordinariamente bello.

La bici di Riccardo non è tra la refurtiva, ma gli agenti stringono amicizia con il ragazzo e decidono di dare il via a una colletta per poter riacquistare il mezzo al giovane. Riccardo ne è contento e si appassiona alla
Polizia. Inizia così a interagire prima saltuariamente, poi quasi quotidianamente, con gli agenti. Anzi, per lui, anche un’intera giornata in Questura, da vivere come un vero poliziotto.
Un’esperienza, questi mesi di vicinanza e aiuto, che a Riccardo ha portato un miglioramento impressionante delle capacità cognitive, probabilmente dovuto all’accoglienza e alla protezione ricevuta.
Riccardo, come mamma Mariolina, non si sentono più soli, come invece spesso è capitato in passato. Mercoledì, in Questura, a consegna della bici e il racconto della storia e delle difficoltà vissute da Riccardo, che, comunque, come mamma Mariolina, non si è mai arreso. «Un grazie immenso alla Questura – ha detto mamma Mariolina – Prossimo step, creare a Novara una sezione dell’associazione che, a livello nazionale, si occupa di chi è affetto della patologia che ha Riccardo, la neurofibromatosi di tipo 1, Linfa, di cui nel Novarese si registrano 250 casi, 25mila in Italia». Il questore Rosanna Lavezzaro: «Abbiamo messo la persona e la sua fragilità al centro della vicenda. È partito
tutto dai ragazzi e sono contenta di questo».

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