I precari della scuola scendono in piazza a Novara

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Dopo tanti mesi a distanza, il clima che si percepiva ieri
pomeriggio in piazza Matteotti poteva sembrare quello della sala
insegnanti di ogni scuola. Accogliente, ordinatamente caotico,
rumoroso quel tanto che basta – e che si può con la mascherina –
perchè tanti erano i colleghi e le colleghe felici di vedersi come
quando ci si incontra dopo le vacanze, ma soprattutto uniti per
una causa comune, ovvero ottenere nomine gestite con trasparenza e
in sicurezza, per affrontare il nuovo anno scolastico nel migliore
dei modi.
Oltre 200 i precari e gli educatori delle scuole di ogni
ordine e grado che si sono riuniti insieme a tutti i
rappresentanti sindacali novaresi in un bel momento di incontro
che è arrivato alla fine di un estenuante e teso pomeriggio
caratterizzato, ancora una volta, dall’attesa di documenti che
hanno tardato, e poi sono nuovamente spariti dal sito dell’Ufficio scolastico provinciale.
Alle 15, infatti, avrebbe dovuto essere pubblicato il form
attraverso cui indicare le proprie preferenze per l’assegnazione
della cattedra: fino alle 16.30 il nulla, e dopo poco – tanto
improvvisamente quanto rapidamente – si è diffusa la notizia che
finalmente era stato pubblicato l’agognato link. Notizia, ancora
una volta, mediata grazie ai sindacati e impossibile da visionare
sul sito preposto.
Link che, nel giro di pochi istanti, è parso chiaro a tutti
essere privo di contenuti, con rimandi a una pagina bianca. A
qualcuno è comparsa una breve anagrafica, ma poi il vuoto. Poco si
sarebbe potuto comunque fare: impossibile conoscere la propria
posizione nelle graduatorie perchè non pubblicate con le
correzioni attese e altrettanto impossibile scegliere quali posti
indicare, mancando le disponibilità.
Gli umori della piazza erano piuttosto “caldi”: l’unanimità
dei docenti presenti, dai precari più longevi a quelli con meno
esperienza, si è espressa condividendo analoghi punti di vista su
graduatorie e modalità di assegnazione. Le GPS devono essere
corrette, e riportare i punteggi reali – tanta la confusione in​
merito alle nuove modalità di attribuzione soprattutto dei titoli
aggiuntivi – e l’assegnazione condotta in presenza o via web, ma
in modalità sincrona, ovvero in diretta, per avere garanzia di
trasparenza.
Tanti gli applausi che hanno animato la platea quando Laura
Razzano, rappresentante della Gilda, ha preso la parola a nome di
tutti i colleghi – Luigi Nunziata della Cgil, Domenico Amoruso
della Cisl, Concetta Mazzone della Uil e Giovanni Pace dello Snals
– annunciando da parte dell’USP la decisione di sospendere “la
procedura prevista per i giorni 11, 12 e 13 settembre” e la
comunicazione che nella giornata del 12 settembre con successiva
comunicazione saranno fornite indicazioni per le modalità di
svolgimento delle operazioni di assunzione. Operazioni che, è
inutile rimarcarlo, non è chiaro da quale grado o materia saranno
condotte se dall’infanzia alla secondaria di II grado o dalle
classi di concorso o dal sostegno – e che lasceranno bambini e
ragazzi senza 1500 docenti circa fino a data da destinarsi.
Al termine dell’incontro, per superare il prima possibile
questo scoglio, i sindacati si sono confrontati con il sindaco
Alessandro Canelli, che nella mattina di oggi, 12 settembre,
raggiungerà telefonicamente il dirigente dell’USP Giuseppe
Bordonaro, comunicando la disponibilità della città ad offrire un
luogo adeguato allo svolgimento delle nomine in presenza per
garantire agli studenti di avere i docenti in cattedra il prima
possibile. E ai docenti di essere trattati come cittadini, e non
come sudditi.

Francesca Bergamaschi

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