Scuola, scelte vergognose sulle spalle dei precari

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Lo hanno ribadito da più parti ma è rimasto un appello inascoltato.
La scuola è fatta di persone e senza di esse non si fa nulla.
Così, a quasi un mese dalla ripartenza, il  totale caos che stanno vivendo presidenze e segreterie è frutto di scelte cocciute, politicamente sbagliate e paradossalmente contrarie ad un ritorno alla stabilità tanto invocato dagli stessi protagonisti di questo caos.
L’ultimo appello lo hanno lanciato le forze sindacali: si stabilizzino i precari e si facciano le immissioni in ruolo. Se si fosse scelta la strada per titoli, oggi si vedrebbe la luce in fondo al tunnel.
Invece no: si invoca la costituzione, si chiede a tutti di farsene una ragione… e intanto è caos totale.
Come a dire ad un malato grave: ci spiace, il farmaco di cui hai bisogno è fermo in uno scatolone nella portineria dell’ospedale ma non c’è nessuno titolato ad andarlo a ritirare. Una vergogna.
E lo è ancora di più perché, chi conosce il sistema, sa che si continua a perseguire una strada che non porterà a nessun frutto.
Se non sottoporre ad uno stress pazzesco gli uffici per tutto il mese di agosto e arrivare a settembre con un bel «ce l’abbiamo messa tutta, ma in Italia la burocrazia ci mette lo zampino».
E non lo sapevate prima? Ogni giorno un proclamo, una smentita,
una promessa. Ma per l’amor di Dio, basta con queste storie.
Davvero qualcuno può ritenere che l’innovazione della scuola passi dai banchi con sedie incorporate e tanto di rotelle al seguito? Dite a questi scienziati di tornare alla realtà e di pensare che prima di tutto nelle aule ci vogliono insegnanti. E siccome ne abbiamo, e di validi, facciamogli fare il loro mestiere. Si faccia in fretta, non c’è più tempo. 

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