Novara: il piazzale della stazione è una terra di nessuno

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Risse, cestini dei giardini di piazza Garibaldi divelti, alla sera bottiglie di birra abbandonate qua e là intorno alla statua della Mondina, personaggi che, pur con la delibera che vieta il consumo di alcolici, sostano sulle panchine bevendo alcolici tutto il giorno. E attività che, gradualmente, chiudono. È la situazione che si vive nella zona della stazione, in particolare in piazza Garibaldi, nell’area dei giardini e dintorni. Una situazione che persiste da tempo e che mette in allarme commercianti, ma anche chi, in quella zona, anche solo per recarsi in stazione, passa ogni giorno. «Piazza Garibaldi da tempo – commenta Liza, giovane pendolare verso Milano – sembra una zona franca. Esiste una delibera che vieta il consumo di alcolici, ma ogni giorno stazionano persone con bottiglie di birra in mano dalle 7. Persone che, con il passare delle ore, creano problemi. Sono per lo più italiani». Le fa eco Giacomo Ci, solito transitare nell’area per recarsi al lavoro a Torino: «il timore che ho – dice – è che la situazione sia poco risolvibile. È sufficiente vedere come solo pochi giorni fa un 40enne, solito sostare in zona, sia stato arrestato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale e, dopo la direttissima, fosse già libero. Non ci sono forse gli strumenti per porre un freno alla situazione o norme con cui tutelare la cittadinanza o garantire un minimo di decoro. È una questione di ordine pubblico, ma anche umano, per le difficoltà in cui vivono i commercianti e chi qui ci vive. Non è una questione solo di immigrati, almeno nei giardini. Qui ci sono i soliti, che, negli scorsi giorni, hanno anche abbattuto un palo». Una presenza con problemi arrecati da immigrati si evidenzierebbe più in via San Francesco d’Assisi. Filippo Favaretto, titolare dell’edicola di piazza Garibaldi, a giugno, ha subito un furto e vede ogni giorno la situazione: «Passano gli anni ma non cambia nulla. Non è una questione di colore della pelle: accadeva prima e anche adesso. Servirebbe un punto fisso di pubblica sicurezza. Una presenza che farebbe probabilmente da deterrente a certi atteggiamenti. Non ci sono miglioramenti e i negozi se ne vanno. Hanno chiuso Zushi, Caffè della terra e ad agosto altri. Spero qualcosa possa mutare».

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