Dal 19 al 26 luglio nelle cave del Vco torna il Festival “Tones on the Stones”

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Uno spettacolo di Tones on the Stones del 2019
L'Aida, spettacolo proposto nel 2019 da Tones on the Stones (foto Susy Mezzanotte)

Il Covid-19 non ferma il festival “Tones on the Stones”, giunta alla sua quattordicesima edizione. Dal 19 al 26 luglio torna, dunque, l’appuntamento con gli spettacoli di musica, suoni e suggestioni nelle cave del Vco.

Per questa edizione, la direttrice artistica Maddalena Calderoni ha ideato un nuovo percorso che guarda al futuro: dell’uomo, dell’ambiente, dell’arte stessa.

A fare da cornice agli appuntamenti saranno le cave di Baveno e di Oira, frazione di Crevoladossola. La prima novità di quest’anno è l’unione di intenti tra “Tones on the Stones” e “Nextones”, dando vita alla rassegna “Before and After”. Così facendo, eventi di grande richiamo legati all’opera si mescoleranno a appuntamenti dedicati allesperimentazioni elettroniche.

Sono tanti, poi, gli artisti di prestigio attesi alla ribalta. Tra gli altri, sarà presente il trombettista Paolo Fresu. Il Jazzista italiano di fama internazionale sarà accompagnato dal pianista Ramberto Ciammarughi e dall’illustratore Gianluca Folì. Altro nome di rilievo è quello di Annamaria Ajmone, coreografa e danzatrice di fama europea.

Sono numerose le collaborazioni del Festival con altre rassegne culturali, tra cui “Musica in quota” e “Cross Festival”. Ma soprattutto sarà un Festival tutto nuovo, come lo esige il tempo che stiamo vivendo.

«Gli spettacoli con migliaia di spettatori dello scorso anno sembrano qualcosa di molto lontano – afferma Maddalena Calderoni. – Per questo, dal 22 giugno sarà online una piattaforma web dedicata, che consentirà a un’ampia platea di partecipare pienamente al festival». Si tratterà di un diario di bordo a cura della scrittrice Veronica Raimo che giorno per giorno racconterà il Festival con parole, foto e video.

Infine darà il via anche alla riqualificazione della cava dismessa di Oira che proseguirà nei prossimi mesi. Il progetto prevede la riconversione da ex spazio industriale a nuovo spazio dedicato all’arte, un teatro immerso nella natura.

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