Donna Adelaide Cavallini: ne ha parlato Maria Grazia Todesco

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Chi si è occupata recentemente di donna Adelaide Cavallini è Maria Grazia Todesco, sbarcata a Lesa, dal Veneto nel 2010. Non è al primo libro, nel 2009 scrisse “Un arcobaleno dentro una scatola bianca”, la storia di Paola Giambellini, affetta da una malattia rara. Lo fece come volontaria Avo. Il ricavato delle vendite andò alla ricerca scientifica sulla Fibromatosi Desmoide. Sempre storie di donne come protagoniste dei suoi scritti. Afferma: «Con “Le valorose ragazze di Lesa” – “Storie di donne del Novecento”, ho realizzato un sogno, che, grazie a “Terra di Confine”, è arrivato nelle librerie. È stata la seconda esperienza di scrittura a più mani». Come è stato l’impatto dalla cultura veneta a quella del lago Maggiore? «A Lesa, iniziai a guardarmi attorno cercando storie di donne che avevano lasciato un segno. Cominciai la ricerca da Adelaide Cavallini di Solcio, ultima proprietaria dell’omonima Villa, affascinata dalla vicenda umana e dalla bellezza dove aveva vissuto. Cercai altre storie, ma mi resi conto che, non essendo originaria del luogo, avevo maggiori difficoltà a reperire persone che potevano darmi informazioni così a ritroso nel tempo. Il progetto si concretizzò nel 2019 con l’associazione lesiana». Come è nato il progetto?: «Ne parlai con Livia Casagrande, bibliotecaria di Lesa, mi rispose: “Un libro sulle donne lesiane, possiamo pensarci”. Di lì a qualche mese venni chiamata per il progetto, avendo come compagne cinque donne motivate e preparate. Ho avuto il piacere di dialogare con Piera Pavarini vedova Ferrari, donna del Novecento lesiano, vivente, ha fatto capire quanto le donne sappiano essere formidabili!. Ho scritto anche di Elda Levi, pianista ebrea. Quindi il maestro d’organo e compositore Riccardo Giavina, scomparso alla fine del 2019. Da bambino era stato allievo della musicista. Ho provato emozione davanti alla semplice tomba della donna, con quella piccola ed artistica croce di ferro battuto, a testimonianza del suo Credo». 

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