Don Marco Borghi: «Non riesco ad abituarmi a vedere il nostro oratorio silenzioso»

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Abbiamo sentito la voce di alcuni sacerdoti della nostra Diocesi in questo particolare momento: i legami della comunità che non si sciolgono.

Di seguito l’intervista a don Marco Borghi coadiutore a Borgomanero.

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Alla vista del campo vuoto non ci si abitua. E neanche a quel silenzio che ha preso il posto delle voci dei bambini all’Oratorio di Borgomanero. A don Marco Borghi, coadiutore di Borgomanero, mancano «i ragazzi, i bambini, gli animatori: la loro presenza in cortile e nelle aule del catechismo. Ho anche nostalgia di quando mi fanno un po’ disperare». In questa quarantena da Coronavirus, don Marco ha imparato a vivere «tempi più dilatati, scoprendomi casalingo e anche un po’ “perpetuo” – ricorda -, ma ugualmente intensi, tra momenti di preghiera e le stesse attività di sempre, ma gestite in modo diverso, digitale». Incontri con i gruppi giovanili e con gli animatori, avvisi sui social network, schede e video per i bambini del catechismo, Messe in streaming, la programmazione dei corsi per animatori: «l’attività dell’Oratorio non si è fermata – commenta don Marco -. Cerco, assieme agli animatori e alle catechiste, di immaginare modalità nuove per “essere in mezzo ai ragazzi”». E proprio dal confronto con gli operatori pastorali in Oratorio si sta progettando un’attività che ha il sapore della sfida: la camminata del 1° maggio, una tradizione della comunità di Borgomanero, partecipata da oltre mille persone, si farà comunque, ma online.

Qui l’intervista a don Luigi Marchetti parroco di Romentino

Qui l’intervista a don Enrico Zeroli amministratore parrocchiale di Maria Ausiliatrice a Intra

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