Coronavirus: il Mercato Coperto di Novara è aperto, ma a funzionare di più sono le consegne a domicilio

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Il Mercato Coperto di Novara, da sempre un luogo dove il rapporto personale e la conoscenza diretta sono parte della stessa filosofia di vendita cambia pelle e ora punta sulle consegne a domicilio. È stata, come si immagina, l’emergenza Coronavirus a mutare il Dna di questa struttura che è parte della tradizione commerciale della città. Secondo i dati degli ultimi giorni la diffusione del virus ha tagliato del 50 per cento l’afflusso della clientela, questo nonostante tutti i banchi alimentari siano aperti e la gestione sia in totale sicurezza. Un brutto colpo, come spiega Mauro Zaffaroni che ha un banco di carne: «Di persone ne girano poche e abbiamo dovuto cambiare strategia passando alla consegna a domicilio. Il servizio è molto richiesto e quindi facciamo fronte ad esso con la massima sollecitudine; non farlo significa andare verso una situazione difficile da gestire economicamente per noi. Non manchiamo però di spiegare alla gente che qui tutto funziona come prima anzi quasi meglio. Non ci sono code e pertanto si può effettuare la spesa in tutta tranquillità e in perfetta sicurezza». Un’opinione condivisa anche da Antonietta, Pino e Angelo Centrella che hanno un banco di frutta e verdura. «La domanda è molto alta al punto che si fatica a tenere il passo», dicono. Secondo Massimo Lini, che ha un banco di frutta e verdura, «Venire al mercato coperto è più sicuro che andare al supermercato a mio giudizio. Non c’è ressa e le persone che si rivolgono a noi sono trattate in maniera personale. Purtroppo siamo davvero a meno della metà del traffico normale e quindi diciamo “meno male che ci sono le consegne domicilio che ci salvano”. Noi andiamo anche fuori da Novara. Alla fine di tutta questa difficilissima situazione speriamo ci siano delle agevolazioni di natura fiscale che ci diano una mano a riprendere la corsa». Opportunità e difficoltà sono in primo piano anche nei commenti di Tiziana Biffi di Dolce Pane:«Ci aiutiamo noi commercianti uno con l’altro con le consegne a domicilio ma lavorare in queste condizioni è chiaramente qualcosa di anomalo», e Manuela Bergamelli che ha due banchi, una di panetteria e uno di gastronomia: «Rispettare se stessi e gli altri era forse un valore venuto meno, questo evento lo sta facendo riscoprire. Gli operatori del mercato amano il loro lavoro, siamo una comunità combattiva». Un caso differente è Da Pessione, l’acciugaio del Mercato non fa consegne a domicilio perché: «I nostri articoli sono particolari, diventerebbe un problema – ci dice Roberto il titolare -. Non voglio neanche imporre un vincolo minimo di spesa. Speriamo che la gente comprenda che qui non si rischia nulla».

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