Stresa saluta Miss Italia 1947, Lucia Bosè

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Il Covid-19 si è portato via anche Miss Italia 1947. Lucia Bosè la vincitrice della fascia nel giardino dell’Hotel Regina Palace di Stresa. Erano gli anni del primo dopoguerra, quando il grande concorso nazionale di bellezza si svolgeva nella Perla del Lago Maggiore. La Bosè quell’anno oscurò donne avvenenti di raro splendore come Gina Lollobrigida, Sophia Loren, Eleonora Rossi Drago, Anna Magnani, Silvana Mangano, tanto per citare le più note. Allora non c’era Mirigliani o la Tv di Stato, che arriverà sei anni più tardi. L’evento veniva trasmesso dalla radio e ripreso dalle cineprese, rigorosamente in bianco e nero, del cinema del tempo.  Nella sua vita Lucia contrò il matrimonio con il torero spagnolo Luis Miguel Dominguin da cui nacquero Miguel Bosè, Paola e Lucia Dominguin. Gli stresiani da capelli bianchi non possono dimenticare quell’estate di 73 anni fa, quando per vedere le miss  accorrevano sul lungolago i latin lover di allora con le spider cabriolet a frotte, non solo dalle valli e dalle cittadine del lago Maggiore, ma anche da Milano, Roma, Torino e dall’estero. Fu un evento che diede lustro a Stresa, agli alberghi, allora tutti esauriti. Negli anni Cinquanta la manifestazione venne poi spostata a Salsomaggiore, dal Lago alle Terme.      Lucia Bosè, all’anagrafe Lucia Borloni, nata 28 gennaio 1931 a Milano, è stata attrice italiana naturalizzata spagnola. Grande donna, indipendente tutto per tutto.  Agli inizi la sua carriera fu italiana, nel 1955, dopo 17 film, temendo di restare zitella, sposò due volte, civilmente a Las Vegas e religiosamente in Spagna, si disse su insistenza del generalissimo Franco, il torero spagnolo Luis Miguel Dominguin, un colpo di fulmine durante una cena. La 25enne Lucia andò a vivere col protagonista delle arene in una grande villa patriarcale, nei pressi di Madrid. Si dedicò nel corso del tempo ai tre figli, fra cui Miguel, famoso cantante, ballerino, attore e idolo di teenager.  Il ruolo di moglie lo resse fino al 1967 quando chiese la separazione per le scappatelle del marito. Lucia veniva da una famiglia povera, venne a lavorare a Milano a 12 anni prima nello studio di un avvocato e poi come commessa in una famosa pasticceria milanese, il “Galli”, dove entrarono e la notarono Giorgio De Lullo e Luchino Visconti, che la raccomandò a Michelangelo Antonioni per “Cronaca di un amore” del ’51. Il film che la rivelò, dopo il neo realismo rurale di “Non c’è pace tra gli ulivi” di De Santis, dove è una contadina contesa. Perse “Riso amaro” per cui le venne preferita la Mangano, ma diventò amica di Visconti, anch’egli milanese, anche se continuò a lavorare col ferrarese Michelangelo Antonioni. E’ morta lunedì 23 marzo in ospedale a Segovia, in Spagna, in seguito a coronavirus. La sua dipartita è stata annunciata dal figlio Miguel dal Messico, dove vive con due dei quattro figli, con un messaggio su Twitter. Ha commentato: <Dov’è ora sta meglio di noi>, mentre le due sorelle, Paola e Lucia sono a Valencia. E’ spirata in solitudine a 89 anni, lei che aveva lasciato la carriera per la famiglia, nello stesso giorno della scomparsa di Giulietta Masina.

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