Calcio, quando la casa si trasforma in palestra: ce lo spiegano Buzzegoli del Novara e Gemelli del Gozzano

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Almeno fino al 3 aprile niente allenamenti di gruppo per le squadre di serie C ma, i giocatori, fra le mura di casa o in zone isolate, provano in qualche modo a rimanere in forma.

«Sto sempre in casa, esco soltanto per fare la spesa una volta ogni tre o quattro giorni – ci dice il capitano del Novara Daniele Buzzegoli che condivide la casa con il portiere Ivan Lanni arrivato dal mercato invernale dall’Ascoli -. Ci alterniamo ad uscire. Entrambi abbiamo le famiglie lontane. La sto vivendo non benissimo a livello morale proprio perché figli e moglie sono a Firenze. Per fortuna c’è il telefonino con il quale effettuare le video chiamate durante il giorno. Con i compagni di squadra ci sentiamo, abbiamo un nostro gruppo su WhatsApp. In questo modo ci facciamo compagnia e rimaniamo aggiornati. Vengono anche pubblicati tutorial dal nostro preparatore atletico. Condividere la casa con Lanni, giocatore con il quale hai già tra l’altro giocato in passato proprio ad Ascoli, è un vantaggio? «Assolutamente sì – dice ancora Buzzegoli -. Anche lui ha la moglie e la figlia lontano, a Frosinone. Siamo sempre stati insieme da quando lui è venuto a Novara e questo psicologicamente aiuta tantissimo, sono contento». Buzzegoli insieme a Lanni si allena anche con attrezzi improvvisati dall’emergenza: «Utilizziamo, come bilanciere, una scopa mettendo le bottiglie dell’acqua da una parte e dall’altra. Questo ci consente di fare un po’ di pesi per le braccia e le gambe -. Ci alleniamo un po’ più di un’ora al giorno. Abbiamo un programma apposta con vari esercizi comprese le flessioni. Il tutto è utile anche per far passare la giornata sperando di poter ricominciare le nostre attività il prima possibile. Se si rimanesse completamente fermi il fisico ne risentirebbe. Nel nostro lavoro, senza il ritmo di allena- menti e pallone, per forza un po’ di condizione viene meno, ma varrà per tutti. Le prime partite potrebbero avere ritmi più bassi, le squadre però si ricondizionato giocando. Ora, dobbiamo pensare a fattori più importati. In questo momento si vive giorno per giorno, il problema principale è debellare questo virus e mantenersi alle direttive». Su quale sarà il futuro del campionato ci sono ancora molti dubbi: «Mi piacerebbe finirlo per tanti motivi, potrebbe essere l’ultimo o uno degli ultimi per me (sorride NdR.). Questo però dipenderà molto dalle tempistiche di ripresa.

Anche per i giocatori del Gozzano la vita attuale non è molto diversa. «La mia giornata è cambiata radicalmente, come penso quella di tutti noi – spiega Riccardo Gemelli -. Siamo barricati in casa per il bene futuro di tutti. Dobbiamo stare tutti uniti seguendo le norme, per tornare il prima possibile alla normalità. Trascorro le giornate stando a casa, occupandomi di qualche lavoro casalingo. Ho la fortuna di avere un agriturismo in montagna, quindi ho la possibilità di stare all’aperto senza peró essere a contatto con nessun altra persona. Mi alleno qui a casa e in un piccolo campo sportivo vicino a casa, da solo. Per allenarmi seguo il programma che ci ha fornito la Società. Purtroppo non sappiamo ancora quando rientreremo, peró dobbiamo farci trovare pronti: abbiamo un obiettivo da raggiungere. Sono più preoccupato per la situazione che c’è in Italia, per l’economia e per tutte le conseguenze che lascerà questo brutto periodo: la mia persona passa in secondo piano. Spero di tornare il prima possibile sul campo, così da andare avanti con il campionato».

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