Coronavirus: ceranese il primo kit che misura la forza del virus

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Il biologo Carlo Roccio

Un’eccellenza novarese, anzi ‘made in Cerano’. Parla ceranese il primo kit al mondo capace di fornire la quantità di carica virale oltre all’indicazione della positività al Coronavirus. E’ prodotto dalla Clonit, azienda biotecnologica con sede a Milano fondata nel 1987 da Carlo Roccio, ceranese, biologo e consulente del Ministero della Salute. Proprietario della società, con il presidente Roccio, un altro ceranese, Dario Russo, amministratore delegato. Altri due giovani ceranesi hanno contribuito al risultato. Nella ‘ricerca e sviluppo’ lavorano Giulia Ferrari e Stefano Roccio, quest’ultimo laureato a ottobre e stagista in Clonit. A guidare il team ‘ricerca e sviluppo’, Antonella Marzorati.

I laboratori di Siziano (Pv), area acquisita da Clonit a fine gennaio

Nome del kit, “Clonit Quanty Covid 19”. E’ interamente italiano, dalla ricerca e sviluppo alla produzione e, in meno di due ore, può individuare il virus. Si tratta di kit da impiegare nei laboratori di analisi di ospedali pubblici e strutture private autorizzate. Uno strumento in grado di evidenziare in tempi record «una diagnosi differenziale affidabile – spiega Roccio – con la determinazione della ‘carica virale’, così da indirizzare rapidamente alla terapia più idonea e poter seguire il follow up del paziente». Con queste caratteristiche Clonit ha effettuato la validazione del test nei laboratori dell’ospedale Sacco di Milano. «Sul sito del Who (World Health Organization) – aggiunge – il nostro risulta il solo test al mondo capace di quantificare il virus». Il kit ha già raggiunto strutture italiane ed estere. Come funziona? «Il procedimento è completo per analizzare un campione biologico prelevato con un tampone e si compone di due fasi: l’estrazione dell’Rna (acido ribonucleico) del virus e la sua amplificazione. Questa seconda fase porta a scoprire la presenza e la quantità del virus. Abbiamo analizzato diverse regioni del genoma virale e studiato le sequenze virali al momento disponibili per creare un test affidabile e soprattutto utile al clinico. Quando dovessimo sapere dagli Organismi di controllo di eventuali mutazioni dei ceppi virali ci attiveremo per ricalibrare il test».

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