Addio a don Giovanni Bossi, cappellano dell’ospedale di Borgosesia

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Marano Ticino, le comunità della Valsesia e poi i malati e gli operatori dell’ospedale di Borgosesia. E’ stato tutto dedicato a loro il ministero sacerdotale di don Giovanni Battista Bossi, morto all’età di 92 anni all’ospedale di Gallite, questa mattina alle 3.

Secondo le disposizioni delle Autorità, la salma sarà accolta in forma privata, con i familiari, al cimitero di Galliate per la benedizione e la sepoltura. Quando sarà possibile, in data da destinarsi e che sarà comunicata, ci sarà la celebrazione eucaristica di suffragio a Borgosesia e a Galliate.

A dare l’annuncio della morte, il vicario per il clero e la vita consacrata don Gianluigi Cerutti. «Ricordiamo con affetto, gratitudine e stima questo sacerdote che ci lascia una luminosa testimonianza di fede, nella dedizione al suo ministero – scrive don Cerutti -. Proprio in questi giorni di emergenza che limitano i nostri raduni e spostamenti offriamo per lui la nostra preghiera di suffragio soprattutto celebrando l’eucarestia. Affidiamo don Giovanni all’incontro con Cristo risorto per l’intercessione della Vergine Maria. Siamo vicini ai familiari, in particolare al cugino don Silvio Barbaglia».

Nato a Galliate il 17 febbraio 1928 don Bossi è stato ordinato prete a Novara da Mons. Gilla Vincenzo Gremigni il 28 giugno 1953. Ha iniziato il ministero come parroco di Cavaglia S. Quirico, in Valsesia, dove è restato dal 29 settembre 1953 al 13 ottobre 1957, per essere poi traferito in valle Anzasca come parroco di Bannio Anzino, dal 13 ottobre 1957 al 7 gennaio 1973. Con un ulteriore cambiamento di ministero pastorale ha quindi assunto la guida della comunità parrocchiale di Marano Ticino dove è rimasto per vent’anni, dal 7 gennaio 1973 al 30 novembre 1993.

 Dal dicembre 1993 don Giovanni Bossi ha intrapreso la lunga e intensa esperienza di cappellano presso l’ospedale di Borgosesia. Un ministero delicato e impegnativo che gli ha permesso di accompagnare molte persone e di coltivare buone relazioni con i familiari dei pazienti e con il personale. In questi ultimi anni la stessa abitazione di don Giovanni era dentro la struttura ospedaliera in un ambiente messo a sua disposizione. In questo periodo è stato anche parroco di Agnona, Isolella e Foresto, prima come amministratore e poi come parroco, dal 24 ottobre 1998 al settembre 2019.

Un impegno condotto «con ammirevole dedizione, con grande passione apostolica e con un entusiasmo giovanile, senza mai risparmiarsi», aveva ricordato il vescovo proprio lo scorso settembre, quando don Bossi aveva lasciato la responsabilità delle parrocchie.