Nibbiola, processo ‘Giunte fantasma’: condanna a 23 mesi per il sindaco Rubini

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Due condanne a un anno e 11 mesi, con pena sospesa, tre non doversi procedere per intervenuta prescrizione e tre assoluzioni.

Si è concluso così, questa mattina, mercoledì 27 novembre, in Tribunale a Novara, il processo relativo al caso-Nibbiola, definito anche il caso delle presunte giunte ‘fantasma’.

A essere condannati a un anno e 11 mesi, pena sospesa, sono stati il sindaco del paese della Bassa Novarese, Giuseppe Rubini, 77 anni (per lui il pubblico ministero Nicola Serianni aveva chiesto una pena di 4 anni e un mese di carcere) e il segretario comunale, Gabrio Mambrini (per lui il pm aveva chiesto due anni e sei mesi). Dichiarato, invece, il non doversi procedere per prescrizione nei confronti della funzionaria Patrizia Borracchia, il tecnico comunale Stefano Ubezio e dell’imprenditore Giovanni Saracco. Assoluzione, infine, per l’ex vicesindaco Serena Viviani e gli ex assessori Alessandro Do e Nicola Sacco.

La vicenda era emersa dalle segnalazioni di alcuni assessori di allora, assessori del periodo 2009-2012, ai carabinieri. Riferirono ai militari di aver scoperto di aver partecipato a giunte comunali… a loro insaputa, ossia svolte in orari incompatibili con i loro impegni di lavoro. Alcuni di loro sono anche stati ascoltati in aula come testi al processo. I fatti contestati sono compresi nel periodo che va dal 2007 al 2012.

I difensori degli imputati (Carla Zucco, Giorgio Legnazzi, Riccardo Tacca, Stefano Salvioni, Claudio Bossi, Andrea Lafrancesca e Ignazio Pagani) avevano chiesto l’assoluzione dei propri assistiti. Hanno sostenuto, in particolare, come le giunte si siano in realtà svolte e ci siano stati solamente alcuni errori sulle delibere in riferimento a persone presenti e date.

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