Ospedale Vco: il Consiglio comunale aperto a Verbania chiede il Referendum

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Oggi siamo qua per far sentire la nostra voce alla Regione Piemonte, la voce di tutti i cittadini del Verbano e anche del Cusio, per dire no alla scelta sul nuovo ospedale. Il diritto alla salute non ha colore politico, oggi come sindaci e amministratori siamo qua a ribadire il nostro essere al servizio del territorio e dei nostri cittadini“. Così il presidente del Consiglio comunale di Verbania, Giandomenico Albertella, ha introdotto i lavori del Consiglio comunale aperto presso il Palazzetto dello sport a Intra.

Di fronte a circa mille persone che hanno gremito gli spalti dell’impianto sportivo, il presidente Albertella ha rimarcato come “la sanità non è il gioco del Lego, che si compone, scompone e ricompone. La sanità è una cosa seria. Siamo disposti al dialogo, ma se così non sarà chiediamo che venga indetto un Referendum“.

A seguire il sindaco di Verbania ha rimarcato come “il nostro territorio non è il Calimero del Piemonte. Presidente Cirio e assessore Icardi venite a Verbania a dirci che idea avete della sanità e a come pensate che la vostra proposta possa restare in piedi con i tempi. Non accettiamo il giochino di farci dividere tra territori. Non siamo in campagna elettorale. Siamo pronti ad andare avanti con le manifestazioni di piazza. Chiederemo come sindaci oggi qua riuniti, nelle prossime settimane, la convocazione della conferenza dei sindaci dell’Asl Vco per dire un no deciso alla scelta prospettataci. Non si può continuare a governare disfando quanto fatto solo perché arriva dalla parte avversa“.

Si susseguono gli interventi dei rappresentanti dei medici, di Confartigianato, di Federalberghi, di Confcommercio: tutti concordano sulla necessità di avere un ospedale unico e baricentrico.

Anche i sindaci di Baveno, Cannobio, Caprezzo, Vallecannobina, Vignone, intervenuti a nome dei colleghi, hanno richiamato l’importanza dell’ospedale unico, accompagnato però anche dal potenziamento delle case della salute. Nel contempo sono state evidenziate le criticità legate alla mobilità passiva verso altre sedi ospedaliere, la condizione disastrata delle strade statali e provinciali di collegamento ai centri maggiori.

A nome di Cgil, Cisl e Uil è intervenuto Luca Caretti, sottolineando come “non siamo qua oggi per fare una battaglia con Domodossola; siamo qua per il futuro dei nostri cittadini e per un ospedale baricentrico, unico e nuovo. Questo è il modello migliore per il nostro territorio; lo è per il Verbano, lo è per l’Ossola, lo è per il Cusio. Speriamo che la Regione non abbia preso questa decisione per, in realtà, non decidere“.

Il consigliere regionale Domenico Rossi (PD) ha ribadito come il Vco in Regione non è solo, perché “la situazione della sanità nel Vco ha ricadute su tutto il territorio regionale. È anche vero che non esistono ad oggi atti e quindi c’è tempo per discuterne con le istituzioni“.

L’unica proposta possibile, stando ai parametri di legge, è quella di un un unico ospedale per una sanità migliore di tutto il territorio. Sono di Forza Italia, ma in questo momento il mio partito si chiama Vco“, ha affermato Massimo Manzini, cordinatore provinciale di Forza Italia.

Da parte sua l’onorevole Enrico Borghi ha con forza sottolineato come “questo territorio oggi dimostra con forza di essere maturo e sopratutto di non essere suddito. Vogliamo un ospedale unico e non due ospedali, uno di serie B e uno di serie C“.

Intanto prosegue la raccolta firme dei cittadini a sostegno del documento sottoscritto dai sindaci del Verbano due settimane fa. Ad oggi sono stati già oltre diecimila coloro che hanno aderito alla raccolta firme.

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