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Novarese e agrolimentare, binomio che funziona: il caso Ponti [galleria]

I rulli trasportano velocemente bottiglie e barattoli vigilati da sensori ottici; un robot con rapidità e delicatezza deposita il bancale su uno scaffale alto come un palazzo; un tir apre il vano posteriore e un carrello automaticamente gli consegna un carico passato dal computer. Intanto lì accanto il vino, come trecento anni fa, diventa aceto in botti di legno. Modernità, tradizione e passione si fondono nello stabilimento Ponti di Ghemme. Se la modernità si nota immediatamente passando tra i capannoni dell’azienda leader a livello italiano nel campo dell’aceto, la passione emerge dalle parole di Cesare Ponti, presidente del consiglio di amministrazione della società e uno dei protagonisti del suo grande lancio a livello Italiano.

A Ponti, al cui stabilimento siamo andati in visita, dedichiamo nel nostro giornale un ampio servizio, corredato da una intervista all’amministratore della società, Giacomo Ponti che ci parla della grande attenzione verso il sociale e il welfare aziendale che la sua impresa ha dimostrato nel coso della sua storia.

Ponti è solo una, per quanto certamente una delle più rappresentative, del territorio novarese nel campo agroalimentare. Dello sviluppo di questo comparto e delle grandi prospettive di crescita economica che offre al territorio, parliamo nel giornale oggi in edicola.

Cesare ponti nell'impianto di produzione dei sottaceti
Il controllo qualità sulla verdura dei sottaceti è ancora fatto a mano
Barattoli di sottaceti Ponti
Fine della linea di produzione dei sottaceti Ponti
Il magazzino Ponti è altamente automatizzato
Le bottiglie di aceto vanno verso l'imballaggio
Antichi tini per l'invecchiamento dell'aceto
La sede storica di Ponti, era stata sede della cantina sociale di Sizzano
Fabrizio Frattini: