8xmille: Arona, docce e lavanderia per i poveri

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Roberto ha quasi 50 anni e vive solo. Malato di tumore, ha lasciato il lavoro anni fa per occuparsi della mamma ammalata e dopo la sua morte è rimasto disoccupato. Antonio dorme in stazione con il suo cane quando glielo permettono, ha problemi di alcolismo, di lui si sa poco. Sono due delle 12 persone sole, quasi tutti italiani, cinque gli stranieri e un’unica donna albanese, che da un anno riescono a curare la propria igiene e a lavare i vestiti grazie al Servizio docce e lavanderia aperto dalla Caritas parrocchiale di Arona presso l’Opera Carlo e Luigi Molinari: un progetto che vede coinvolte tutte le parrocchie dell’UPM, reso possibile da un finanziamento di 10.500 euro dai fondi dell’Otto per mille della Cei. «Il Centro di ascolto Caritas di Arona – spiega la responsabile Irene Vivarelli – ha evidenziato in questi ultimi anni la presenza di persone sole, specialmente uomini, che sopravvivono con lavori saltuari o percepiscono una pensione minima o sono persone senza fissa dimora che hanno richiesto l’utilizzo di docce». Non c’è infatti nessun servizio di docce e bagni pubblici nel territorio dell’aronese: così è nata la proposta di un servizio che intercetti il bisogno «di queste persone che si trovano in grave stato di indigenza e di marginalità quasi cronica». L’associazione Lions Club ha aggiunto lavatrice e asciugatrice. «Tra le tante difficoltà – spiega la signora Irene – vi è anche quella di non poter lavare la propria biancheria e i propri indumenti, che spesso vengono gettati. Questo modo di agire fa aumentare i pregiudizi verso queste persone e rischia di pregiudicare la loro capacità di prendersi cura della propria pulizia. Attraverso la relazione con i volontari infatti molti di loro riescono a compiere un passo di responsabilità e di promozione della propria dignità». Nel dicembre 2017 le docce sono state ristrutturate e completate con l’arredo necessario; il servizio è iniziato a gennaio 2018 ed è garantito due volte la settimana (giovedì e sabato mattina). «Al primo accesso viene distribuita biancheria intima nuova, successivamente sempre shampoo, sapone, lamette, schiuma da barba. Si procede poi alla lavatura e asciugatura dei panni» spiega la signora Irene. Un altro obiettivo del progetto è stato quello di garantire un tirocinio-lavoro ad una persona in stato di indigenza, che deve monitorare il servizio e che è sempre presente durante l’apertura. Alcuni degli ospiti infine frequentano la Ristorazione Solidale “Nondisolopane” al Circolo Wood di Arona.

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