Lettera alla CEI: i vescovi denuncino chiaramente il razzismo

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Fermare il razzismo significa seguire il Vangelo e ascoltare il Papa ed è quindi un dovere per tutti i cristiani. È questo il succo di un messaggio diffuso nelle scorse ore e firmato da oltre 250 tra teologi, persone impegnate nel mondo della carità e del sociale, inviato alla Conferenza Episcopale Italiana. Si va da semplici parroci dai direttori della Caritas, tra cui anche don Giorgio Borroni direttore della nostra Caritas Diocesana. Ma hanno firmato anche docenti e teologi, come il novarese Giannino Piana, presidente emerito della associazione Italiana teologi moralisti, il gesuita padre Bartolomeo Sorge, il teologo Marco Vergottini, l’accademico Sergio Tanzarella, l’arcivescovo e biblista Carlo Ghidelli. Tra le altre firme quelle di Tonio Dell’Olio, presidente Pro Civitate Christiana Cittadella, don Nandino Capovilla, e Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi, parroco di Cesara.

Il messaggio presenta un monito, facendo presente ai vescovi che sono molti coloro che si dicono cristiani e che nonostante questo operano per diffondere e sostenere il razzismo. In aggiunta a questo si manifesta grande preoccupazione per il fatto che anche in seno alle istituzioni ci sia qualcuno che coltiva “una cultura con marcati elementi di rifiuto, paura degli stranieri, razzismo, xenofobia”; non manca neppure chi strumentalizza la religione e suoi simboli a questo stesso scopo.

La richiesta a vescovi è quella di far sentire la loro voce perché nulla può giustificare il silenzio. La lettera sottolinea che ci sono state alcune prese di posizione molto ferme, “Ma restano ancora poche le voci dei Pastori – denunciano i firmatari – che ricordano profeticamente cosa vuol dire essere fedeli al Signore”. Accogliere non basta, ricorda la lettera, perché ora più che mai c’è “l’urgenza” di “annunciare con i mezzi di cui disponiamo che la dignità degli immigrati, dei poveri e degli ultimi per noi è sacrosanta. Il silenzio è ingiustificabile: non valgono né la paura di essere fraintesi o collocati politicamente, né la paura di perdere privilegi economici o subire forme di rifiuto o esclusione ecclesiale e civile. Un vostro intervento, in materia, chiaro e in sintonia con il magistero di papa Francesco, potrebbe servire a dissipare i dubbi e a chiarire da che parte il cristiano deve essere, sempre e comunque, come il Vangelo ricorda”

La lettera integrale con i nomi dei firmatari, si trova su Cercasi un Fine

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