A Varallo una piazza intitolata a Rastelli

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pedar rastelli

L’Amministrazione comunale di Varallo ha accolto l’invito di Giulio Quazzola, valoroso partigiano valsesiano, di intitolare una piazza a Pietro “Pedar” Rastelli.  Così si legge nella delibera di Giunta: “Questa Amministrazione vuole mantenere vivo il ricordo di Pietro Rastelli, uomo d’azione e antifascista, comandante partigiano durante la Resistenza oltreché primo Sindaco dopo la II guerra Mondiale con l’intitolazione della Piazza adiacente alla via Vietti”.

L’inaugurazione della nuova Piazza adiacente alla sede ANPI Varallo Alta Valsesia, via Vietti, Palazzetto Testa Centa  si terrà sabato 16 giugno alle ore 11. Ritrovo alle ore 10.30,  interverranno la presidente nazionale Anpi Carla Nespolo e il direttore dell’ Isrsc Bi-Vc Enrico Pagano.

La cerimonia sarà accompagnata dalle note della Banda Città di Varallo. Seguirà rinfresco.

Pietro Rastelli, “Pedar”(1919-1996), nacque a Novara il 15 giugno 1919 da una famiglia operaia con la quale si trasferì poi a Varallo, dove il padre, ed egli stesso, dopo l’avviamento commerciale, lavorarono alla Manifattura Rotondi.

Dopo il servizio di leva, che prestò nel Genio alpini partecipando alle campagne di Francia e Grecia, l’8 settembre tornò in Valsesia dove entrò in contatto con gli esponenti dell’antifascismo della zona e costituì uno dei primi nuclei partigiani, alle Piane di Cervarolo, fino a diventare il comandante della 84ª brigata “Strisciante Musati”, che così volle si chiamasse subito dopo la morte di Attilio Musati in uno scontro a Varallo. Durante la Resistenza oltre a rimanere ferito, anche gravemente, per ben tre volte, furono molte le occasioni in cui seppe dimostrare l’efficacia delle sue scelte, il coraggio e l’abilità nel condurre la lotta armata. Per il suo indiscusso merito di combattente nella guerra di liberazione fu decorato con la medaglia di bronzo al valor militare e la croce di guerra,  riconoscimenti inferiori ai meriti e alle sofferenze patite. Uomo d’azione e antifascista per vocazione esistenziale, prima che ideologica, ottenne con il proprio esempio e il proprio carisma il titolo a diventare Comandante partigiano di Brigata.

Alla Liberazione fu nominato sindaco della città di Varallo; fu anche dirigente della sezione di Varallo dell’Anpi, membro del Comitato nazionale, presidente della sezione varallese dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra e membro del Comitato d’onore dell’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nelle province di Biella e Vercelli. Per lungo tempo fu anche dirigente del Pci varallese e valsesiano. Morì il 4 gennaio 1996 a Varallo.

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