Una storia di oltre 100 anni

Le testate della Stampa Diocesana Novarese rappresentano l'approdo di un progetto per la stampa e l'informazione cattolica partito poco dopo la metà del secolo XIX. Nel fermento susseguente le prime guerre risorgimentali a ridosso dell'unità d'Italia proclamata nel 1861 si poteva assistere nella ancora nascente nuova nazione ad un largo fiorire di periodici di tutti i tipi tra cui ce n'erano anche alcuni di stampo cattolico. Benchè non si potesse parlare ancora propriamente di giornali che facevano esplicito riferimento al movimento ecclesiale quando, spesso, solo di iniziative di privati, a volte anche sacerdoti, che si schieravano apertamente con la causa cattolica che in quegli anni viveva un periodo di forte contrasto con il sistema politico per i ben noti fatti di Porta Pia, è in questo tipo di stampa che affondano le loro radici i nostri giornali.

Il primo giornale stampato con una certa continuità ad essersi dichiarato, anche nel titolo, apertamente cattolico di cui ci sia traccia in Diocesi veniva pubblicato a Novara. Si trattava dell'Informatore Cattolico; venne pubblicato dal 1875 al 1881 per iniziativa del canonico Buratto. Alla morte di quest'ultimo il giornale chiuse e fu allora che un gruppo di sacerdoti, tra cui alcuni canonici del Duomo di Novara, decise di dare vita a quello che può essere considerato il primo progetto per la stampa cattolica in Diocesi, fondando Il Bescapè. Moderno, per i tempi, ed aggressivo, il giornale si fece promotore di una serie di tematiche di interesse, raccogliendo un significativo numero di abbonati. Nonostante non fosse edito né dal vescovo né legato direttamente alla curia, il Bescapè svolgeva opera d'informazione ecclesiale ma non mancava mai di dare uno sguardo e una interpretazione ai fatti locali e della vita civile.

Il Bescapè stimolò l'interesse per la stampa periodica nel mondo cattolico, dando inizio ad una vera e propria corsa in materia, spingendo il vescovo Pulciano prima a favorire, anche se indirettamente, la nascita di un progetto molto ambizioso con un bisettimanale (La Provincia Novarese) dichiaratamente cattolico ma con un direttore laico e poi a creare nel 1897 una tipografia e fondare direttamente il primo giornale cattolico diocesano: La Voce di Novara. In quel periodo a Novara si stampavano, dunque, ben tre giornali cattolici: la Voce, il Bescapè e la Provincia Novarese.

In quel periodo in tutta la provincia di allora, dal Monte Rosa all'Ossola, passando per il Lago Maggiore, nascevano tanti altri giornali. Alcuni di essi erano pure di stampo cattolico: Il Monte Rosa (fondato nel 1861) e Il Sempione (fondato nel 1895 come periodico liberale, ma poi divenuto cattolico nel 1897), ciascuno però aveva la sua indipendenza.

La stampa cattolica subì un duro scossone in conseguenza dei moti del 1898; La Voce di Novara, come tanti altri periodici, venne chiusa per disposizione governativa, il Bescapè sospese le pubblicazioni autonomamente, la Provincia di Novara aveva già chiuso alcuni mesi prima dopo essersi schierata contro il non expedit, la proibizione per i Cattolici ad andare al voto politico disposta dal Papa in risposta alla conquista dello Stato Pontificio da parte del Piemonte Sabaudo.

Le pubblicazioni dei giornali cattolici ripresero qualche settimana dopo con la Cronaca di Novara, frutto sempre della iniziativa del movimento cattolico. Le pubblicazione di questa testata continuarono fino al 1906 quando per la prima volta sorse l'idea di fondere le varie esperienze giornalistiche cattoliche editando un nuovo periodico quotidiano. Si trattava de L'Azione (vedi la prima pagina) per la quale vennero fatte le cose in grande: un direttore laico, mezzi tecnici acquistati per l'occasione, una vera e propria redazione. I tempi però non erano maturi e l'operazione fallì letteralmente a pochi giorni dall'avvio; L'Azione si limitò a pubblicazioni bisettimanali mentre le altre testate continuarono ad essere edite come in precedenza.

L'Azione divenne nel 1907 L'Azione Novarese (nome che mantenne fino al 1923 quando tornò ad essere L'Azione); sempre nel 1907 la rete della stampa cattolica si ampliò con Il Cittadino Oleggese; nel 1910 lo storico Il Popolo dell'Ossola da liberale divenne cattolico aggiungendosi così alla lista delle testate di ispirazione cristiana.

La vicenda che ha portato alla costituzione dell'attuale identità dei nostri giornali si completa con nuovi tasselli quando nel 1952 e nel 1953 L'Azione promosse la pubblicazione di L'Informatore, giornale di Borgomanero e del Cusio (suddivisosi in due edizioni cno la nascita della Provincia del Vco), e Il Verbano (giornale della zona nord del Lago Maggiore). Nel 1962 nacque, con lo stesso spirito di legame con il territorio, Il Ricreo a Bellinzago (il Ricreo è il nome dell'oratorio locale), nel 1962 venne fondato L'Eco di Galliate e, infine, nel 1965 venne aperto La Campana di Sant'Agabio (dal nome del quartiere di Novara dove veniva distribuito) poi confluito negli anni ’90 nell’edizione cittadina de L’Azione.

Questa galassia di periodici, alcuni dei quali con una storia lunga e gloriosa e con un grado di indipendenza differente l'uno dall'altro, si unirono formalmente nel 1982 quando nacque l'attuale editrice, la Stampa Diocesana Novarese. Tutte le testate sopravvissero (ad eccezione de La Campana di Sant'Agabio) e ciascuna continua ad avere una sua redazione e numerose pagine di cronaca locale.


La prima pagina del primo numero de L'Azione - 3 gennaio 1906









La prima pagina del primo numero de Il Cittadino Oleggese - 1° novembre 1907























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