LA DIOCESI DI NOVARA
La Diocesi di Novara è suffraganea dell’Arcidiocesi di Vercelli e appartiene alla Regione ecclesiastca del Piemonte. E’ retta dal vescovo Franco Giulio Brambilla.
TERRITORIO E CONFINI
Il territorio della Diocesi è compreso tra il 45° 17' e il 46° 28' di latitudine nord e fra il 7° 56' e il 8° 36' di longitudine est e si estende, sotto l'aspetto politico-amministrativo, sulle province di Novara (con l’esclusione dei comuni di Biandrate, Casalbeltrame, Landiona, Sozzago, Vinzaglio), sull’intera provincia del Verbano, Cusio, Ossola, su parte della provincia di Vercelli (Villata – nella Bassa – e tutta la Valsesia da Borgosesia ad Alagna) e comprende anche la parrocchia di Gravellona Lomellina in provincia di Pavia. Sotto l'aspetto politico è delimitata a nord dalla Confederazione Svizzera, ad est dalla province di Varese e di Milano, a sud dalla provincia di Pavia (considerando che il comune novarese di Sozzago è in diocesi di Vigevano mentre è compresa la pavese Gravellona Lomellina), ad ovest dalla province di Vercelli (con le differenze amministratie già evidenziate), di Biella e di Aosta. Sotto l'aspetto ecclesiale confina con le diocesi di Milano, Vigevano, Vercelli, Biella, Aosta e le svizzere Sion, Coira e Lugano.
PARROCCHIE E VICARIATI
Il territorio comprende 346 parrocchie ed è suddiviso in otto Vicariati territoriali: Novara (22 parrocchie della città, con esclusione di alcune frazioni), Ovest Ticino (zona della Bassa ad est e ad ovest del capoluogo, 26 parrocchie), Aronese (zona da Bellinzago, Oleggio ad Arona fino a Belgirate più le alture del Vergante, 39 parrocchie), Borgomanerese (vasta area attorno a Borgomanero e Gozzano, 55 parrocchie), Cusio (attorno a Omegna e Gravellona Toce, 32 parrocchie), Verbano (da Stresa a Verbania e Cannobio oltre alle alture sopra il capoluogo, 54 parrocchie), Ossola (le valli che si riramano da Domodossola, 67 parrocchie) e Valsesia (l’area lungo il corso del Sesia da Briona ad Alagna, 51 parrocchie).
La Diocesi di Novara ha una superficie di 4.283 Kmq (è la più vasta della Regione ecclesiastica del Piemonte) di cui il 61% è regione montana, il 18% collinare e il 21% di pianura. La sua lunghezza, dalle Alpi alla zona pianeggiante, è di circa 160 km. Seconto i dati 2008, conta 550.280 abitanti. Il servizio pastorale è assicurato da 364 sacerdoti secolari, 130 sacerdoti regolari e 17 diaconi permaneneti.
RITO
In quasi tutta la Diocesi è adottato il rito romano, con l’eccezione dell’antico Vicariato di Cannobio (parrocchie di Cannobio, S. Agata, S. Bartolomeo Valmara, Traffiume, Falmenta, Crealla, Cavaglio - Gurrone, Spoccia, Cursolo - Orasso, Gurro, Trarego - Viggiona, Cannero) che, in virtù della tradizione e della vicinanza con l’area lombarda e la Diocesi di Lugano, conserva l’adozione del rito ambrosiano.
PRIMI VESCOVI
La Diocesi di Novara fu eretta nell’anno 398 e il primo vescovo fu san Gaudenzio, patrono della diocesi e della città di Novara (memoria liturgica il 22 gennaio) il quale, consacrato da san Simpliciano, successore di sant’Ambrogio a Milano, la guidò per circa 20 anni.
Gli succedettero sant’Agabio e quindi san Lorenzo.
IL VESCOVO FRANCO GIULIO BRAMBILLA
Monsignor Franco Giulio Brambilla è il 125° vescovo di Novara. Nato a Missaglia (Lecco) il 30 giugno 1949 è stato ordinato sacerdote il 7 giugno 1975 dal cardinale Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano. E' stato eletto vescovo titolare della diocesi di Tullia il 13 luglio 2007 e il 23 settembre dello stesso anno è stato consacrato dal cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, avendo come conconsacrante lo stesso vescovo di Novara, mons. Renato Corti. È stato fino al 24 novembre 2011 ausiliare di Milano e Vicario per la cultura della stessa Diocesi. .
E’ stato eletto vescovo di Novara da papa Benedetto XVI il 24 novembre 2011, ha preso possesso della diocesi nella basilica di San Gaudenzio il 23 gennaio 2012 e si attende l'inizio del servizio miniseriale con il prossimo ingresso il 5 febbraio 2012.
Monsignor Brambilla ha perfezionato i suoi studi alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, prima ottenendo la Licenza (1977) e poi conseguendo nel 1985 la Laurea con un lavoro su La cristologia di Schillebeeckx.
Ha insegnato Sacra Scrittura, Teologia spirituale e Antropologia Teologica nel Seminario di Seveso fino al 1985. Nella Sezione Parallela del Seminario di Venegono Inf. (Va), ha insegnato Cristologia e Antropologia Teologica. È stato Direttore della stessa Sezione del Seminario dal 1993 al 2003 e Direttore del Ciclo Istituzionale della Facoltà Teologica fino al 2006.
Al momento della nomina a Novara era professore ordinario di Cristologia e Antropologia Teologica alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e Preside della stessa Facoltà.
Da sempre è vicino al mondo della disabilità con particolare attenzione per le famiglie che vivono questa sofferenza per un loro caro.
A livello italiano è Membro della Commissione Episcopale per la dottrina della fede, l'annuncio e la catechesi e Presidente del Comitato per gli studi superiori di teologia e di scienze religiose.
Vasto il panorama culturale del nuovo vescovo, fine teologo di fine XX e inizi del XXI secolo. Più di 18 pagine elencano le sue pubblicazioni. Tra queste le più importanti sono:
La cristologia di E. Schillebeeckx. La singolarità di Gesù come problema di ermeneutica teologica (1989); Cristo Pasqua del cristiano (1991); Il Crocifisso Risorto. Risurrezione di Gesù e fede dei discepoli (1998, 1999); Esercizi di Cristianesimo (2000); Alla ricerca di Gesù (2001); Edward Schillebeeckx (2001); La redenzione nella morte di Gesù. In dialogo con Franco Giulio Brambilla (2001); La Parrocchia oggi e domani, Cittadella Editrice, 2003; Chi è Gesù? Alla ricerca del Volto, Ed. Qiqajon, Comunità di Bose, 2004; Antropologia Teologica. Chi è l’uomo perché te ne curi?, Queriniana, Brescia 2005; Cinque dialoghi su matrimonio e famiglia, Glossa, Milano 2005; Essere preti oggi e domani, Glossa, Milano 2009.
Mons. Brambilla non è solo un teologo. Il nostro nuovo vescovo è anche pastoralista: lo si ricorda tra le figure fondamentali al IV convegno della chiesa italiana a Verona (16-20 ottobre 2006) con una relazione dal titolo: Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo” come pure in altri interventi: ad Ancona, per esempio, nel XXV Congresso eucaristico nazionale, suggestiva e provocante fu, per certi aspetti, la sua catechesi il 9 settembre 2011 nella cittadina che sorge alle pendici del Conero, per le Chiese che sono in Italia.
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