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Novara: alle mense dei poveri sempre più italiani e famiglie intere
23/07/2010

Un anno di impegno per “dar da mangiare agli affamati”: così le mense per i  poveri presenti in città alla vigilia di un periodo di pausa agostana, grazie alla supplenza della “Locanda” della Caritas. I responsabili tracciano un bilancio di un anno difficile, segnato dalla crisi: superati i cento  pasti al giorno, sono sempre di più gli italiani, pensionati e famiglie intere.



Una vera e propria rete dell’assistenza, che si prende cura dei più bisognosi, di coloro che fanno fatica anche a mettere insieme due pasti decenti. Si tratta delle mense per poveri attive in città: gestite da istituti religiosi e dai volontari laici delle parrocchie, assistono in media ogni giorno  un centinaio di persone che altrimenti non saprebbero dove andare. E spesso l’aiuto non è solo materiale, ma è anche ascolto e dialogo: segno della vicinanza della Comunità cristiana a chi soffre.
Con l’estate molte di queste strutture faranno qualche settimana di pausa, grazie al lavoro di supplenza della Caritas diocesana che aprirà a fine mese la Locanda d’agosto. Ne abbiamo approfittato per fare un bilancio del lavoro di quest’anno.

SEMPRE DI PIU’ OSPITATE
FAMIGLIE INTERE
La mensa dei Frati cappuccini a San Nazzaro della Costa, è probabilmente la più antica di Novara: in attività sin da quando i francescani sono arrivati a Novara. Dal 1990 la gestisce - aiutato da un gruppo di una quindicina di laici - fra Aldo. «Quest’anno - dice il frate - la presenza media è stata  di circa  una settantina di persone ogni sera (serviamo la cena durante la settimana), mentre la domenica (quando serviamo il pranzo) abbiamo toccato anche le novanta presenze». Un impegno importante per la comunità di frati, che in estate diminuisce solo sensibilmente. «Per fortuna il network della Carità cittadina ci aiuta sempre di più. In particolare l'apertura della Mensa di Sant’Egidio ci ha dato una mano importante».
Ma qual è il ritratto dell'ospite che si rivolge ai Cappuccini? «Senza dubbio la maggior parte delle persone che ci chiedono aiuto sono straniere - continua fra Aldo -. Ma negli ultimi anni c’è stato un incremento deciso degli italiani». Sempre di più, poi, sono famiglie intere ad avere bisogno della mensa. «Questo è un altro dato di cambiamento. Prima erano molto rare, oggi, invece, abbiamo ospiti diversi nuclei famigliari. A quelle che vengono qui anche con i bambini, si aggiungono, poi, quelle che prendono il pasto e lo portano a casa». Una scelta dettata dal pudore? «Credo di sì. E poi, a dire il vero, la nostra mensa non è posto  per bambini».
andrea gilardoni



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