Elezioni Regionali Piemonte 2019, Boero: «Reddito di maternità per il rilancio della Regione»

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Boero elezioni regionali 2019

Politiche familiari e interventi per uscire dalla stagnazione demografica. Sono i punti centrali del programma del Popolo della Famiglia per le Elezioni Regionali 2019, movimento fondato nel 2016 sull’onda del Family Day che nella corsa per Palazzo Lascaris presenta Valter Boero.

Boero, la famiglia non è semplicemente il tema principale della vostra proposta, ma il solo. Si potrebbe definirvi una lista di scopo? E che senso ha una lista di scopo per la guida della Regione?

«No, il nostro partito non è una lista di scopo, è un partito che desidera far ripartire l’Italia e il 26 maggio si comincia dal Piemonte. L’analisi della situazione la stanno facendo un po’ tutti anche se i cittadini piemontesi hanno percepito da soli che siamo in una fase regressiva: le scuole chiudono, non si trova lavoro, si deve emigrare, crescono i fabbisogni sanitari di una popolazione sempre più anziana, arrivano tanti immigrati e siamo incapaci ad accoglierli. Il Popolo della Famiglia propone di mettere in ordine le priorità: si comincia dalla famiglia. Famiglia ignorata da tutti e invece al centro del nostro intervento politico. La cura della famiglia consentirà di far ripartire tutte le attività della Regione, incluse quelle economiche».

Dunque, non solo una scelta di principio, ma una risposta reale per il rilancio del Piemonte.  Ma nel concreto, cosa proponete?

«Implementare subito il Reddito di maternità: mille euro al mese per 8 anni alla mamma che decida di dedicarsi in via esclusiva alla crescita ed educazione del figlio. Se arrivasse un secondo figlio  dopo qualche anno il contatore riparte da zero. Così per un terzo figlio. Con il quarto figlio la somma diventa vitalizio, idem se il figlio fosse disabile. Questo provvedimento è capace di dare una spinta motivazionale generale e  tale da superare il deficit annuo di nascite che ha il Piemonte (55.000 decessi contro solo 30.000 nascite/anno), ma che immediatamente coinvolgerà tutta l’attività economica legata all’infanzia, al nido,  dopo breve la scuola materna… E i nonni innanzi ad un progetto di vita certamente investirebbero parte dei loro risparmi ora immobilizzati…».

Una misura pesante, però, per le casse pubbliche.

«Il costo a regime  per il Reddito di maternità è stato stimato il 2% del bilancio regionale. Per capirci: se in una famiglia le entrate ammontano a 1500 euro al mese, si sarebbe disposti a investire 30 euro per  una attività che arrecasse  un grande beneficio a tutti i componenti? Ecco le proporzioni sono queste».

A proposito di bilancio:è sanità il più importante capitolo di impegno per la Regione, con campi di intervento che spesso si sovrappongono o vanno coordinati con le politiche di welfare. Quali sono gli interventi prioritari a cui pensate?

«La spesa sanitaria può essere strutturata in maniera diversa proprio  facendo leva sulle capacità della famiglia di  svolgere alcune funzioni. Vediamo il caso concreto. Non tutti sanno che il  posto letto in ospedale varia da 300 a 1500 euro al giorno.  Al termine di un intervento operatorio per esempio, inizia un periodo di recupero delle funzionalità che non necessariamente deve avvenire in ospedale, ma può essere trascorso a casa se accompagnato da opportuna assistenza medica  e con costi molto più bassi. Questo vale soprattutto per le malattie cronicizzate che interessano le persone anziane.   In molti ospedali è difficile dimettere i pazienti in via di guarigione proprio perché la struttura familiare che potrebbe accogliere è stata demolita».

Il Piemonte orientale – e Novarese e Vco in particolare – è storicamente un territorio che guarda alla Lombardia e con una vocazione ad essere snodo naturale nei trasporti. Quali proposte concrete per queste provincie in questo senso?  

«Il Vco è un gioiello  naturalistico che potrebbe attrarre significativi flussi turistici dalle  due metropoli. I cittadini inurbati hanno un bisogno crescente di ricrearsi, rigenerarsi. Le carrozze dei treni  Domo-Milano sono quelle di 40 anni fa: forse è ora di investire per invertire il flusso migratorio dei Piemontesi. Non ci deve essere timore di stabilire buoni collegamenti con Milano. Con Regione Lombardia bisogna avere buoni rapporti, meglio aiutarsi reciprocamente: il Novarese può trarre grandi benefici».

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