I bambini premiati al concorso su San Gaudenzio incontrano il vescovo

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«Da piccolo volevi fare il vescovo?», «Cos’è la cosa più bella e quale quella più noiosa del tuo lavoro?», «Preferivi vivere a Milano o a Novara?».

Sono alcune delle domande che i ragazzi della 5ª del plesso di Pettenasco dell’Istituto San Giulio e della 4ª e 5ª del plesso di Agrano dell’istituto Beltrami hanno fatto al vescovo Franco Giulio, durante l’incontro in vescovado che ha concluso la loro visita a Novara (i Musei della Canonica, il Battistero, il Duomo e la Basilica di San Gaudenzio), premio per essere arrivati alle prime posizioni nella categoria delle elementari (rispettivamente primi e secondi), del concorso “San Gaudenzio e la sua gente”, indetto dalla diocesi di Novara in occasione dell’Anno Giubilare Gaudenziano.

A partecipare sono state circa una ventina di scuole su tutto il territorio diocesano, con alcune classi che hanno preso parte “fuori concorso”, inviando lavori solo in una delle categorie previste. I ragazzi hanno dovuto produrre tre elaborati: un’opera artistica che rappresentasse San Gaudenzio; una novella che lo proiettasse nel XXI secolo e una ricerca storica che presentasse la vita quotidiana nel proprio territorio negli anni in cui il santo visse. A giudicarli una giuria presieduta dal direttore dell’Ufficio Scuola  don Alberto Agnesina, della quale facevano parte Manuela Borraccino, direttrice del settimanale diocesano, don Paolo Milani, storico direttore dell’Archivio diocesano e Serena Leale, curatrice d’arte.

Il vescovo ha raccontato ai piccoli la storia di Gaudenzio, dal miracolo delle Rose al suo rapporto con Ambrogio e Simpliciano, «presso la cui chiesa ho vissuto per diversi anni, prima di venire a Novara». Ha poi presentato le due figure degli evangelizzatori del Cusio: san Giuliano e soprattutto san Giulio.

Ma soprattutto si è fermato a parlare con loro, rispondendo alle loro domande sulla sua vocazione e sul suo ministero, ascoltando e raccontando barzellette e mostrando loro il Palazzo dei vescovi.

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