Donne e violenza, convegno per presentare la nuova aula protetta

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E’ stata presentata ufficialmente questa mattina, venerdì 8 marzo, in un convegno ospitato al Castello di Novara, la stanza dedicata alle ‘audizioni protette’ per le persone in condizione di particolare vulnerabilità, donne maltrattate, abusate o vittime di stalking, minori, persone diversamente abili, un’aula ospitata nei locali della Procura della Repubblica di Novara, in via Brusati. Un’iniziativa fortemente voluta dal procuratore capo della Repubblica di Novara, Marilinda Mineccia, che aveva anticipato quanto aveva intenzione di realizzare già un anno fa circa.

E oggi, Giornata Internazionale della Donna, l’inaugurazione ufficiale e la presentazione della stanza alla cittadinanza. Il tutto con un convegno molto partecipato, alla presenza di magistrati, Forze dell’Ordine e tanti cittadini. A parlare del progetto la stessa Mineccia, in un appuntamento che ha visto tra i relatori anche Anna Maria Baldelli, procuratore al Tribunale per i minorenni del Piemonte e della Valle d’Aosta, e Paola Maria Braggion, consigliere del Consiglio superiore della magistratura. Una ‘sala’ che è stata mostrata al pubblico con un video realizzato dal personale della Procura, video che ha mostrato il funzionamento della stanza e la sua importanza.

La ‘sala protetta’ si è potuta realizzare grazie al protocollo “Fragilità e speranza”, sottoscritto diversi mesi fa, ed è uno strumento, un aiuto, che si aggiunge, come ha spiegato proprio il procuratore Mineccia, all’Ufficio sociale della Procura, aperto dieci mesi fa e che ha già affrontato, come rilevato dal sindaco di Novara, Alessandro Canelli, una sessantina di casi. Un protocollo, come ricordato da Mineccia, «nato da una collaborazione con Comune di Novara e Provincia», ma che ha visto la sinergia anche di tante altre realtà del territorio, dal Soroptimist al Comune di Cerano (presente il sindaco Flavio Gatti), sino alla cooperativa che gestisce SartoriaE’ nei locali di via Ansaldi a Novara.

La stanza è una risorsa fondamentale, che viene in aiuto a persone in difficoltà, che faticano ad aprirsi, a raccontare quanto hanno vissuto, quanto è successo loro. E’ munita di un impianto multimediale, di un vetro a specchio unidirezionale ed è insonorizzata, «caratteristiche e situazioni, che aiutano le persone in particolare stato di fragilità ad aprirsi e, soprattutto, a superare quella dipendenza dall’autore del reato, che spesso è dura da combattere, una dipendenza dall’autore del reato che ha ragioni psicologiche, affettive, ma anche – ha spiegato Mineccia – economiche».

Un’ulteriore iniziativa che conferma come, a Novara, esista una rete di soggetti, di associazioni, Forze dell’Ordine, che lavorano insieme, che collaborano, per fornire una mano concreta a chi necessita di aiuti, dai Centri anti-violenza, l’ultimo, promosso dal Comune, inaugurato l’8 marzo dello scorso anno in via della Riotta e gestito da Liberazione e Speranza, al Centro d’ascolto per gli uomini, per gli autori di violenza sulle donne, gestito da un’altra realtà novarese, la Cooperativa Elios (foto Agenzia Visconti).

Servizio completo sul giornale in edicola venerdì 15 marzo

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