Mensa scolastica, si va verso il centro cottura a Veveri, ma prima un “bando ponte” di due anni

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Un ‘bando ponte’ della durata di due anni per garantire il servizio scolastico in attesa del vero e proprio bando che dovrebbe includere la grande novità del centro per la cottura (da un valore stimato di circa 7milioni di euro) che si dovrebbe realizzare nell’area commerciale di Veveri. E’ quanto emerso nella giornata di ieri durante la commissione sulla ristorazione scolastica. A fine luglio scadrà l’appalto alla ditta Dussmann. Il nuovo ‘bando ponte’, sulla falsa riga di quello attuale, dovrebbe essere definitivamente pronto per il mese di marzo. «La decisione è quella di non prendere scelte affrettate anche perchè parliamo di un bando futuro da circa 20milioni di euro, si tratta di una scelta molto importante che riguarda la città – ha detto l’assessore all’Istruzione Valentina Graziosi -. Non c’è tempo ora per arrivare ad avere un centro cottura per settembre, ovvero quando inizierà il nuovo anno scolastico. Inoltre, abbiamo saputo solo a dicembre che per realizzare il centro cottura a Veveri, che resta una delle principali idee dell’amministrazione, ci vogliono due anni. Basti pensare che solo i tempi tecnici per la variante urbanistica per la realizzazione del centro sono di circa sei mesi». Emanuela Allegra del Pd si chiede se potrebbero essere utilizzate alcune cucine attualmente esistenti nelle scuole a supporto del futuro centro cottura. «Stiamo pensando anche a questo, le soluzioni sono molteplici per questo si è deciso per il ‘bando ponte’, quello che si vuole garantire è un servizio più efficiente possibile per i bambini» ribadisce Graziosi. «Negli asili nido e alle materne tutto il cibo viene cucinato in loco – ha detto il dirigente Paolo Cortese -. Alle elementari, il secondo è invece servito con il cosiddetto Cook and chill, ovvero portato abbattuto nelle cucine delle scuole e rinvenuto. Le cucine in uso nelle scuole sono funzionanti. E’ importante ragionare se alcune cucine possano essere utilizzate per servire la città o se è più conveniente un centro cottura unico o ancora un mix tra questo». Mario Iacopino del Movimento Cinque Stelle fa una proposta che potrebbe essere inserita nel bando ponte, ovvero «una scuola che possa essere usata come esperimento con una mensa biologica».

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